Cari amici del Fatto,

questo Natale è l’undicesimo che festeggiamo insieme. Siamo reduci dal nostro decimo compleanno, che è caduto in un 2019 ancora difficile, ma anche pieno di sorprese positive e di sfide appassionanti. A cominciare dalla quotazione in Borsa della nostra società SEIF che, sulla pietra miliare del nostro quotidiano, ha costruito un gruppo multimediale con il sito web (il terzo del suo genere, per contatti, in Italia), il mensile FQ Millennium, la casa editrice Paper First e la piattaforma televisiva Loft.

L’abbiamo sempre detto fin da prima di nascere e lo ripetiamo ora che siamo diventati (quasi) grandi: senza l’aiuto e la partecipazione della grande comunità di voi lettori, non ce l’avremmo mai fatta. E ne abbiamo avuto la conferma anche quest’anno, quando vi abbiamo chiesto un sacrificio di 30 centesimi al giorno per far fronte ai costi del personale e della carta in continuo aumento e al numero delle edicole in continua diminuzione: nessuno si è tirato indietro, anzi molti si sono detti disponibili a fare ancora di più per tenere alta la bandiera del Fatto. Così, molti lettori e abbonati ci scrivono in queste settimane di fine anno per darci la solidarietà e dirsi disponibili a una sottoscrizione per far fronte alla minacciosa aggressione a colpi di querele e azioni civili per danni di cui siamo oggetto da parte di politici (da Renzi a Salvini, dalla Casellati ad altri stalker) che hanno sostituito in tutto e per tutto Berlusconi nel suo attacco alla stampa libera. Per il momento, non ce n’è bisogno: contiamo di far valere davanti ai giudici le nostre buone ragioni. Ma è bello sapere di avere tanti amici che si preoccupano per la sopravvivenza della nostra voce libera.

Come ogni anno, abbiamo combattuto le nostre battaglie. E forse mai come quest’anno ne abbiamo vinte tante: dalla riforma del reato di voto di scambio politico-mafioso al blocco della prescrizione, dalle manette agli evasori al taglio del numero dei parlamentari, fino alla nascita di un’ancora pericolante coalizione fra 5Stelle e centrosinistra che ha confermato a Palazzo Chigi un premier degno come Giuseppe Conte e soprattutto ha salvato l’Italia dalle elezioni anticipate e dunque dall’inquietante governo dei “pieni poteri” Salvini-Berlusconi- Meloni. Ma abbiamo subito dato vita a un “governo ombra” con le nostre firme e i nostri esperti per tener d’occhio il governo giallo-rosa, inchiodarlo al rispetto degli impegni e criticarlo ogni volta che lo merita.

Altre battaglie le abbiamo, al momento, perdute: per esempio, quella per bloccare grandi opere inutili, costose e inquinanti come il Tav Torino-Lione, in plateale contraddizione con la difesa dell’ambiente e con le unanimi genuflessioni politico-giornalistiche ai piedi di Greta Thunberg e al movimento dei Fridays For Future. Siccome però tutto cambia, ma noi restiamo coerenti con noi stessi, continueremo a batterci per i nostri principi: contro i conflitti d’interessi fra politica, affari e informazione, contro le invasioni di campo della politica nella giustizia, nella carta stampata, nella Rai e nella sanità pubblica, contro i finanziamenti statali ad alcuni giornali o radio (sempre i soliti), contro le concentrazioni editoriali, contro le iniquità sociali e fiscali che condannano i poveri e gli onesti a mantenere i ricchi e i ladri. In poche parole: per il rispetto e la piena attuazione della Costituzione repubblicana, anche a costo, per mantenerne lo spirito e adeguandone gli strumenti ai tempi che cambiano, di aggiornarla in qualche punto specifico.

Come sempre, abbiamo pubblicato una marea di fatti che mai sarebbero usciti senza il Fatto. Alcuni erano “scoop”, cioè notizie scovate in anteprima dai nostri bravi cronisti. Altri erano fatti noti a tutti, che però nessuno osava o voleva o poteva pubblicare, regalandocene l’esclusiva a causa dei conflitti d’interessi che continuano a infestare il mondo dell’informazione all’italiana (tanto più dopo l’assoggettamento del gruppo Repubblica-Espresso sotto lo scettro degli Agnelli-Elkann). Proprio l’altro giorno un magistrato valoroso, Nicola Gratteri, ha notato pubblicamente come l’ultima operazione antimafia della sua Procura di Catanzaro, con 334 arresti e 416 indagati fra ‘ndrangheta, politica, massoneria e (im)prenditoria, sia stata oscurata da tutti i grandi giornali, ma non dal Fatto Quotidiano. Ne siamo orgogliosi, anche se non abbiamo mai pensato che pubblicare notizie importanti col dovuto rilievo sia un atto eroico.

Intanto molti scandali che avevamo denunciato negli anni passati in beata solitudine, dalla trattativa Stato-mafia al caso Consip, dagli strani affari del “Giglio magico” renziano ai costi esorbitanti dell’Air Force Renzi, dalla cessione dell’Ilva ad Arcelor Mittal ai buchi della Banca Popolare di Bari, si sono rivelati non fissazioni od ossessioni di un giornale “giustizialista”, ma una serie di tristi verità da troppi e per troppo tempo occultate.

Nel 2019 nuove firme, nuove rubriche e nuove iniziative hanno arricchito il nostro giornale (dalle inchieste speciali di Sherlock alle partnership con Mediapart e con il Financial Times). E altre sono in arrivo per il 2020: come una sezione dedicata alla vita quotidiana delle persone e il ritorno dei nostri reportage speciali dalle città d’Italia, che fino all’anno scorso ci avevano consentito di avvicinare tanti nuovi lettori e squarci di realtà. Stiamo anche studiando nuove soluzioni contenutistiche e grafiche per darvi un giornale ancor più compatto, leggibile ed “esclusivo”, al passo con i tempi di lettura sempre più ristretti e con le urgenze di un pubblico sempre più esigente, senza rinunciare a un solo grammo di informazione, di approfondimento e di fact checking. E soprattutto stiamo perfezionando una grande offerta digitale che vi consentirà di leggerci ancor più comodamente sui tablet e sugli smartphone, con contenuti speciali riservati a chi si abbona.

Se avete idee, consigli, suggerimenti, rilievi, critiche e dissensi da segnalarci, scriveteci: tenteremo di rispondervi sempre e, nei limiti del possibile, di accontentarvi. Come sanno i lettori che ci scrivono, nessuna lettera cade nel vuoto: compatibilmente col tempo tiranno, rispondiamo privatamente a tutti e pubblichiamo i vostri contributi più interessanti (per la rubrica quotidiana “Lo dico al Fatto”, scriveteci – possibilmente entro i 1500 caratteri – una lettera a Il Fatto Quotidiano, via di Sant’Erasmo 2, 00184 – Roma, o una email a segreteria@ilfattoquotidiano.it o a lettere@ilfattoquotidiano.it, indicando il nome del giornalista a cui vi rivolgete).

Anche quest’anno, come purtroppo è inevitabile, abbiamo commesso degli errori, di cui ci siamo subito scusati, non avendo alcun interesse di parte da difendere, ma soltanto la nostra buona fede da rivendicare.

Lo diciamo ogni anno e lo ripetiamo per l’undicesima volta: la battaglia contro l’astensionismo informativo è importante almeno quanto quella contro l’astensionismo elettorale. Aiutateci ad “affezionare” sempre più persone alla lettura del Fatto: continuando ad acquistarlo ogni giorno, non solo saltuariamente, e, per chi già lo fa, abbonandovi anche quest’anno o per la prima volta al Fatto e “presentandolo” o regalandolo ad amici e conoscenti.

Senza di voi, il Fatto non esisterebbe. Ma, senza il Fatto, molti di voi sarebbero meno informati. Cioè meno liberi. Aiutiamoci tutti insieme ad ampliare il nostro “Club degli Apoti”: quelli che – per dirla con Giuseppe Prezzolini – “non la bevono”.

Grazie di cuore a tutti. E, a nome nostro e delle nostre redazioni, Buon Natale e Buon Anno con il Fatto Quotidiano!

Marco Travaglio, Antonio Padellaro e Peter Gomez

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