Barbara Guerra minacciava Silvio Berlusconi. Se l’ex premier “non le dava i soldi che chiedeva lo minacciava di andare dai giornalisti con dei video“. A raccontarlo è l’architetto Ivo Redaelli, deponendo al processo Ruby ter, quello sui testimoni delle serate a luci rosse di Arcore che sarebbero stati ricompensati con denaro e regali per mentire ai giudici dei primi due procedimenti. Guerra è tra le 28 persone imputate del procedimento che si svolge a Milano: alla sbarra, accusato di corruzione in atti giudiziari c’è anche il leader di Forza Italia.

“Guarra minacciava di voler andare da un giornalista affamato di notizie e diceva ‘vado a mostrare i video. Io non li ho mai visti, posso supporre che riguardassero immagini casalinghe di Berlusconi”, ha racconato in aula a Milano l’architetto e mediatore immobiliare Redaelli, che si occupava di alcune residenze date in comodato d’uso ad ex olgettine. Guerra e Alessandra Sorcinelli, un’altra delle giovani ospiti delle serate di Arcore, anni fa andarono a vivere “in comodato d’uso” e senza nemmeno “pagare le utenze” in due ville realizzate dall’’archistar’ Mario Botta a Bernareggio, nel Monzese, comprate dal leader di Forza Italia “per circa 800mila euro l’una, per un totale di 1,6 milioni“. Secondo il testimone lo scandalo sulle cene eleganti avevano causano a Guerra “più di uno sbalzo di umore. Dalla gratitudine per Berlusconi passava a scenate da pazza, andava in escandescenza. Quando ne ho parlato con il presidente, lui disse ‘queste ragazze per causa mia non hanno più lavorò e sperava che dandogli una permanenza magari trovassero un fidanzato o una vita normale”.

Berlusconi, stando alla testimonianza di Redaelli (che ha spiegato di essere “amico” dell’ex premier), “si sentiva molto triste, è una persona sensibile, aiuterebbe chiunque, le vedeva in mezzo alla strada, senza lavoro dopo lo scandalo, sperava si rifacessero una vita”. L’architetto ha spiegato, infatti, che Berlusconi nel 2010 gli “chiese di selezionare degli immobili, perché voleva fare un investimento immobiliare” e “io gli proposi quelle due ville di Botta”. Dopo che lui le acquistò, “seppi che in una era andata ad abitare Guerra e nell’altra Sorcinelli”. Redaelli ha raccontato anche che Guerra “mi telefonava per dirmi che non funzionavano le cose, per me era una fatica, perché era successo questo scandalo (delle serate ad Arcore, ndr) che l’aveva innervosita, dava in escandescenze anche per la rottura di una lampadina”. E ancora: “Da un parte c’era una persona che stimo, Berlusconi, dall’altra queste persone che facevano scene da pazze per qualsiasi cosa, forse perché non avevano più un lavoro, avevano sbalzi d’umore”. Ha aggiunto, poi, che fu lui a proporre per loro la formula del comodato d’uso “per regolarizzare e dare forma giuridica” alla presenza delle ragazze nelle ville. Ha detto ancora che lui pagava le utenze e poi si faceva rimborsare dal ragioniere di fiducia di Berlusconi, Giuseppe Spinelli.

Berlusconi, ha aggiunto il teste, “mi disse che si sentiva moralmente in debito con loro, sperava che potessero ricominciare una vita normale, io davo consigli per tutelare tutti”. Già in un verbale in fase di indagini Redaelli aveva parlato di “forti pressioni da Guerra a Berlusconi” per ottenere soldi e delle sue reazioni di “rabbia” se non li otteneva. Ha spiegato, poi, di non sapere cosa contenessero i “video” di cui parlava Guerra, che gli diceva che avrebbe “cantato” coi giornalisti. Prima di Redaelli ha testimoniato anche il titolare di un’agenzia investigativa che ha raccontato di aver incassato soldi in contanti da Karima El Mahroug, anche lei imputata per corruzione in atti giudiziari, per spiare anni fa il suo allora compagno Luca Risso, perché era “gelosa”.

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