Un anno fa il giocatore coreano Doinb aveva annunciato ai microfoni di ESPN la volontà di ritirarsi. Oggi è il campione del mondo di League of Legends con il team cinese dei FunPlus Phoenix, organizzazione che al momento dell’addio alla scena competitiva era riuscita a convincerlo a provare ancora. Domenica ha festeggiato il suo primo successo internazionale all’Accor Hotels Arena di Parigi, nel centralissimo quartiere di Bercy. Ariana Grande, Lana del Rey, i Jonas Brothers sono solitamente gli utilizzatori del palazzetto da 20.700 posti tutti esauriti: una folla di tifosi accorsa per tifare i propri beniamini europei, i G2 Esports due volte campioni d’Europa nel solo 2019 e vincitori del Mid Season Invitational, il primo evento internazionale dell’anno.

La concentrazione del team cinese durante le fasi di gioco

La chiave del match
I G2 Esports, nonostante la spinta dei propri tifosi, si sono arresi alla superiore preparazione tattica e strategica dei FunPlus Phoenix. Un team che ha studiato a tavolino ogni possibile variabile, dalle fasi iniziali di selezione dei campioni fino all’applicazione delle strategie in partita. La squadra cinese è riuscita a trovare tutte le contromisure a qualsiasi potenziale minaccia avversaria. Il jungler dei G2, Marcin “Jankos” Jankowski, è stato totalmente annullato dal cinese Gao “Tian” Tian-Liang, poi eletto giustamente MVP della partita. Il giocatore orientale ha studiato nel dettaglio i movimenti dell’avversario a tal punto da sapere esattamente in ogni momento dove sarebbe potuto essere, in modo da farsi trovare dalla parte opposta della mappa e consentire ai propri compagni di trovare il minimo vantaggio necessario per prendere il controllo della partita.

Marcin “Jankos” Jankowski, jungler dei G2 Esports

La partita
I G2, che in conferenza stampa hanno ammesso le proprie colpe sulla preparazione alla partita e sul non essere riusciti a fare quanto era stato programmato perché sorpresi dell’aggressività dei rivali, hanno illuso le speranze dei tifosi solo nel primo game. Dopo i primi minuti di incertezza il team creato dall’ex-giocatore Carlos “Ocelote” Rodriguez era passato persino in vantaggio nell’economia della partita. Due errori evitabili, con due giocatori diversi colti fuori posizione e immediatamente puniti dagli FPX, hanno aperto la strada alla formazione campione di Cina, che ha chiuso il primo game. Nei due game successivi i G2 non sono mai riusciti a incidere con i FunPlus Phoenix sempre in totale controllo della mappa: sia nella visione che nel dettare il ritmo, le aggressioni e i tempi degli scontri. Un piccolo sussulto finale ha quasi ridestato i G2 Esports con la scelta di puntare su un campione atipico, ma già visto ai Worlds 2019, come Veigar. Non era altro che il canto del cigno, l’ultimo ballo prima della sconfitta definitiva.

La sorpresa
Il risultato di 3-0 è tra i più pesanti che si potessero immaginare, soprattutto visto il percorso dei G2 lungo questo mondiale disputato interamente in Europa tra Berlino, Madrid e Parigi. Secondi nel girone dietro i coreani Griffin, i G2 hanno poi affrontato altre due formazioni di Seul: i Damwon Gaming e gli SK Telecom T1, tre volte campioni del mondo. Entrambe le partite sono state vinte per 3-1 in modo anche convincente, ipotizzando già il ritorno del trofeo mondiale in Europa dopo otto anni. La beffa è che si tratta dello stesso risultato del 2018: l’anno scorso furono i Fnatic a presentarsi da favoriti contro gli Invictus Gaming, formazione cinese che alle semifinali di una settimana fa è stata eliminata proprio dai connazionali FPX. La storia si ripete con protagonisti diversi. Se però un anno fa gli Invictus non erano del tutto una sorpresa, qualificatisi comunque come secondi del proprio campionato LPL, i Phoenix si sono presentati ai Worlds2019 come iridati. Una sorpresa assoluta per un team che fino a un anno fa navigava nell’anonimato e che grazie agli investimenti sulla squadra di League of Legends ha raggiunto l’apice della scena competitiva. Nessuno tra i migliori analisti si sarebbe aspettato il loro arrivo in finale con squadre ben più quotate, a partire dagli europei Fnatic, dai campioni del mondo uscenti Invictus Gaming e dai coreani SK Telecom T1. E, ovviamente, dai G2 Esports. Una sorpresa che dimostra quanto la scena cinese sia difficile da studiare e da seguire: un anno intero di competizione, in un campionato a 16 squadre sempre complesso e apparentemente atipico, non è stato sufficiente per alcuna squadra per trovare le contromisure. Anche se il parziale di 27 vittorie e 3 sconfitte nelle due stagioni regolari non poteva essere un risultato casuale.

Il calore e il tifo di tutta l’Accor Hotels Arena di Parigi

Oltre la partita
La finale mondiale di League of Legends si conferma essere un evento di intrattenimento oltre che competitivo. La cerimonia d’apertura ha raggiunto un livello qualitativo di effetti speciali e performance canore mai visto prima. L’utilizzo della realtà aumentata ha creato uno spettacolo dentro lo spettacolo offerto da Riot Games con la collaborazione e partecipazione di cantanti di primo grido e apprezzatissimi tra i più giovani. Valerie Broussard ha inaugurato le danze con “Awaken”, seguita dall’esordio corale della nuova canzone “Giants”, con il debutto del gruppo True Damage, appositamente creato per l’occasione: Becky G, Keke Palmer, Soyeon delle G-Idle, Duckwrth e Thutmose hanno incantato il palco con la loro nuova creatura canore in stile hip-hop. Hanno poi chiuso Cailin Russo e Chrissy Costanza, cantanti del brano “Phoenix”, inno ufficiale della competizione.

Record per l’Italia
Accanto alla produzione internazionale e ai commentatori di Corea e Cina era presente anche la spedizione italiana di PG Esports, unico broadcast partner europeo presente all’evento con i propri caster e che hanno raccontato l’atmosfera dell’Accor Hotels Arena e le fasi salienti della partita direttamente da Parigi: ricevendo una risposta entusiasta dal pubblico italiano che ha raggiunto il picco di 25.000 spettatori in streaming su Twitch.

Lapo “Terenas” Raspanti, caster italiano che insieme a Roberto “KenRhen” Prampolini, Emiliano “Moonboy” Marini e Edoardo “Eddinoise” Prisco era a parigi per raccontare dal vivo la finale

Il futuro
Come ha sottolineato il fondatore e CEO dei G2 Esports, Carlos Rodriguez, la delusione è tanta ma la soddisfazione di aver costruito una squadra così unita e vincente non può essere cestinata: “L’anno prossimo arriverà. E torneremo più forti di oggi.” Anche se la Cina, almeno su League of Legends, sembra aver inaugurato un lungo periodo di dominio che potrà cementificare l’anno prossima giocando in casa: l’assessore allo sport del comune di Parigi ha effettuato il passaggio di consegne all’assessore al turismo e alla cultura di Shanghai, sede della finale dei Worlds 2020.

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