Tornata nel 2019 a essere la principale porta di ingresso dei migranti in Europa, la Grecia decide per la stretta sull’accoglienza. Il Parlamento di Atene ha adottato nella notte fra giovedì e venerdì un progetto di legge controverso che inasprisce le regole sui richiedenti asilo, nonostante le critiche da parte del Consiglio d’Europa e di numerose organizzazioni internazionali, fra cui Amnesty International. Il testo è stato votato dalla maggioranza di governo della destra di Nuova democrazia, mentre l’opposizione di sinistra denuncia che le disposizioni rendono più difficile ottenere asilo nel Paese.

A proporre l’inasprimento delle regole è stato il governo di destra del premier Kyriakos Mitsotakis, al potere da luglio, in risposta all’aumento del numero di migranti e rifugiati: oltre 40mila nei primi nove mesi del 2019. Il premier ha riaffermato, parlando in Parlamento giovedì, la sua intenzione di “distinguere i rifugiati dagli immigrati“. “Questa legge sull’asilo invia un messaggio chiaro: coloro che sanno che non possono ottenere l’asilo e intraprenderanno il viaggio per venire nel nostro Paese, saranno rimandati nei loro Paesi e perderanno il denaro investito nel viaggio”, ha detto Mitsotakis.

La legge riduce le possibilità di presentare ricorso contro un rifiuto dell’asilo, prolunga la durata possibile di detenzione dei richiedenti asilo, limita il concetto di “vulnerabilità” (come la clausola dello stress post-traumatico) che rende più facile ottenere l’asilo e amplia la lista dei Paesi terzi ritenuti “sicuri” per rimandarvi indietro dei migranti, denunciano numerose ong a difesa dei diritti umani. Il governo di Atene chiede di rafforzare i controlli frontalieri in modo da garantire “la sicurezza” del Paese, accusando il precedente governo di sinistra di Alexis Tsipras di “lassismo” sulla questione.

Il Consiglio d’Europa si è detto particolarmente preoccupato giovedì su certe disposizioni contenute nella nuova legge. La commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, ha messo in guardia dall’estendere la durata della detenzione dei richiedenti asilo e ha sottolineato il rischio di una valutazione “superficiale” delle domande di asilo da parte delle autorità greche, sottolineando che questo comprometterebbe i diritti di migranti e rifugiati.

“La Grecia deve trasferire con urgenza i richiedenti asilo che si trovano sulle isole dell’Egeo e migliorare le condizioni di vita nei centri d’accoglienza”, che sono “esplosive” e al “limite della catastrofe”, ha dichiarato il 31 ottobre Mijatovic, dopo essersi recata a Lesbo, Samos e Corinto. “La situazione dei migranti, inclusi i richiedenti asilo, sulle isole egee è drammaticamente peggiorata durante l’ultimo anno, e sono necessarie misure urgenti per migliorare le disperate condizioni in cui vivono migliaia di esseri umani”, ha detto la commissaria.

“Sono rimasta scioccata delle condizioni antigeniche in cui le persone sono tenute, qui non si tratta più di accoglienza ma di lotta per la sopravvivenza”, ha proseguito. Mijatovic ha preso atto della decisione del governo greco di trasferire 20mila migranti dalle isole entro la fine dell’anno e sollecitato le autorità a mettere in atto questo piano con urgenza, ma osserva “che se resta in vigore la ‘restrizione geografica‘ questo piano con ogni probabilità non ridurrà il sovraffollamento sulle isole”.

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