Hanno messo il pepe nello zucchero e il caffè ha più gusto, per i turisti: così dicono in val di Fassa. A Trento, però, la cosa non è piaciuta: sulle bustine dello zucchero distribuite nei bar della val di Fassa è stampato un proverbio: “Na bela femena l’à l cul e l piet sot la pievia”. Per chi non conosce il ladino, ecco la traduzione: “Una bella donna ha il sedere e il petto sotto la pioggia”. Ovvero, una donna è bella se è formosa. La frase è stata fatta stampigliare in tutta evidenza sulle bustine per lo zucchero dei bar dalla Famiglia Cooperativa, storico marchio dell’economia delle valli trentine che controlla una catena di supermercati, praticamente uno per ogni paese. Una trovata pubblicitaria? Evidentemente sì, anche se di impronta tipicamente sessista. Ma sull’altro verso della stessa bustina appare anche il logo “Val di Fassa” dell’Azienda di promozione turistica, l’ente con finanziamento in parte pubblico che gestisce il turismo della vallata e che tra i partner ha Dolomiti Superski e la Cassa Rurale Dolomiti.

Il nome di Famiglia Cooperativa è riportato in piccolo e sembra, di conseguenza, che sia stato l’ente che promuove la Val di Fassa a scegliere quella frase, mentre è appena partita la campagna pubblicitaria per la prossima stagione invernale. La frase non poteva passare inosservata. Paola Taufer, presidente della Commissione provinciale per le pari opportunità uomo-donna, intervistata dall’Adige, ha commentato. “E’ un proverbio sessista, punto e basta. Ci sono tanti bei proverbi, bisognava andare a prendere proprio questo? Ce ne sono di bellissimi su ogni cosa, sulla natura, su tutto. E invece, mentre si cerca di procedere verso la benedetta parità, ecco lo stereotipo sessista. E non venitemi a dire che in questo modo si porta avanti una tradizione! Perché una tradizione la si porta avanti benissimo con altri proverbi”. Taufer azzarda: “Vorrei sapere chi lo ha scelto, questo proverbio. Vuoi vedere che nella ‘commissione’ sono tutti uomini? O magari c’è qualche donna, perché non tutte sono sensibili e attente”.

In realtà la commissione è donna. Lo ha spiegato Luca Giongo, direttore generale di Famiglia cooperativa val di Fassa. “Per scegliere i proverbi ci appoggiamo all’Ufficio della lingua ladina del Comun General de Fascia. In quell’ufficio sono tutte donne”. Sono loro a mandare i proverbi, poi la scelta la fa il marketing di Famiglia Cooperativa. “Non vedo niente di male. Questo proverbio è sulle bustine da anni perché ha riscosso un grande successo. I turisti leggono, chiedono, parlano”. Non è sfiorato dal dubbio nemmeno Andrea Weiss, direttore Apt della Val di Fassa. “Cosa posso farci se tutti i proverbi non piacciono proprio a tutti? Facciamoci una risata. Non abbiamo visionato tutti i proverbi. Ma di certo incuriosiscono i turisti. E siamo comunque orgogliosi di apporre il marchio a forme della cultura ed espressione ladina”.

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