Rottura e nessun accordo nel vertice a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e i vertici aziendali di Whirlpool. L’azienda non intende fare alcuna marcia indietro rispetto all’intenzione di cedere la sede di Napoli, mentre l’esecutivo ritiene “fondamentale che ci sia un impegno diretto di Whirpool”. A rivendicare l’esito negativo del vertice è stato lo stesso ministro Patuanelli, precisando come dall’azienda non sia arrivato alcun segnale di apertura: “Se Whirlpool continua ad avere un atteggiamento di scelte unilaterali, anche il governo farà le sue scelte unilaterali“. Quali? “Siccome è evidente che questa è una crisi industriale che deve essere trattata dal governo, assieme al governo decideremo nei prossimi giorni i prossimi passi. Ritengo che sia giusto coinvolgere tutte le componenti del governo”, ha tagliato corto il ministro. E ancora: “L’azienda continua a proporre una cessione di ramo di azienda verso l’ignoto. Mi pare surreale sedersi al tavolo con il presidente del Consiglio con la stesa posizione di tre settimane fa al Mise”. Eppure, secondo il governo, la disponibilità dell’esecutivo c’era per una mediazione: “Se il problema è il prodotto che ha difficoltà di mercato il governo propone di cambiare tipo di prodotto, fascia di gamma, su questo c’è la massima disponibilità del governo a dare il massimo supporto possibile all’azienda. Ci sono molti strumenti che il governo può mettere in campo per una riconversione di prodotto non di azienda”. Per poi concludere: “Questa vicenda è esemplificativa di situazioni che non vogliamo che si ripetano con atteggiamenti predatori non accettabili

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