“Noi non abbiamo mai voluto e non vogliamo vendetta, ma giustizia. Deve arrivare un segnale. Non bisogna mai avere paura di niente”. A rivendicarlo Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, dopo le richieste di condanna formulate dal pm Giovanni Musarò nel processo in corso a Roma nell’aula bunker di Rebibbia a carico di cinque carabinieri accusati a vario titolo del pestaggio e della morte di Stefano Cucchi. “Oggi sono profondamente emozionata, è un momento che non immaginavo sarebbe mai arrivato”, ha continuato. Per poi rivendicare: “Abbiamo fatto per anni un processo al morto, a Stefano. Oggi per noi è il giorno del riscatto, si dice finalmente che quella vita valeva qualcosa“, ha concluso.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Reggio Calabria, bancarotta Multiservizi: otto arresti, indagato anche ex sindaco Scopelliti

next
Articolo Successivo

Consip, il complotto contro i Renzi non esisteva: prosciolti i carabinieri Scafarto e Sessa. Cinque a giudizio: anche Lotti

next