Hanno marciato sulla Cassazione per depositare il quesito che propone un referendum sulla legge elettorale. Destinazione: la corte di Cassazione. Una delegazione della Lega, guidata dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, è arrivata alla suprema corte per chiedere di abrogare la parte proporzionale del Rosatellum: si passerebbe quindi a un sistema maggioritario puro, come più volte richiesto da Matteo Salvini. A sostegno del quesito, come previsto dalla Costituzione, ci sono almeno cinque consigli regionali, tutti governati dal centrodestra: il Veneto, la Sardegna, la Lombardia, il Friuli, il Piemonte, l’Abruzzo, la Liguria e la Basilicata.

Ma non c’è solo il maggioritario tra gli obiettivi del Carroccio. “Si creerà un fronte popolare per raccolta firme per elezione diretta del capo dello Stato“, ha detto Calderoli, entrando in Cassazione. Per il padre del Porcellum “con la raccolta di firme a sostegno della proposta referendaria si creerà anche un fronte popolare perché il cittadino possa eleggere direttamente il presidente della Repubblica”, fronte “che credo possa essere auspicabile in tutto il paese” . Un principio subito rilanciato da Salvini: “Serve una legge elettorale chiara, chi prende un voto in più vince, come succede per le Regioni”.

Calderoli ha poi agitato lo spettro dell’insurrezione di piazza se la maggioranza parlamentare dovesse mettere mano alla legge elettorale. “Ho invocato i forconi se qualcuno all’ultimo momento dovesse fare la furbizia, cambiando la legge per non fare il referendum”, dice Calderoli prendendosela con “questi tentativi truffaldini dell’ultimo momento da parte dei parlamentari. A me conclude il leghista – sembrerebbe uno che va a rubare il lecca lecca ai bambini e che va a modificare la legge all’ultimo momento”.

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