Ha cercato di lanciarsi dal terzo piano di un palazzo a soli dieci anni, ma l’intervento, provvidenziale, di due poliziotte libere dal servizio le ha salvato la vita. È successo a Roma, nel quartiere Tuscolano, la mattina del 25 settembre attorno alle 8. Protagonista una bambina, appunto, che aveva deciso di suicidarsi.

Le due agenti, Maria Vittoria Ferraioli, di 53 anni in servizio alle Volanti del commissariato di San Giovanni e il commissario capo Maurizia Quattrone della Direzione Centrale Polizia Criminale, passando per caso nel quartiere, hanno raccontato di essere state attratte dal capannello di persone che si erano radunate sotto una palazzina e di aver capito subito che qualcosa non andava. Non potevano immaginare la scena che si sarebbero trovate davanti: sul balcone del terzo piano c’era una bambina che si sporgeva dalla ringhiera. Alle sue spalle un’anziana, la nonna, che tentava a fatica di trattenerla. È bastato un attimo per capire cosa fare: le due donne sono salite nell’appartamento afferrando in tempo la piccola che stava gridando e piangendo, affermando di volersi lanciare nel vuoto. In casa, appunto, c’erano i nonni, mentre la madre, uscita per andare al lavoro, ha raggiunto solo dopo l’abitazione. La piccola è stata subito portata in ospedale per verificare se avesse bisogno di cure e il caso, come da prassi, è stato preso in carico dalla procura dei Minori.

“È una cosa che mi porterò dentro per tutta la vita” ha detto il commissario Quattrone della Direzione Centrale Polizia Criminale. “Io ero in auto mentre la collega del commissariato di zona a piedi quando entrambe siamo state attratte da quel capannello di persone che guardavano verso l’alto. Qualcosa mi ha detto che c’era una situazione di grave da gestire – ha raccontato – Quando abbiamo visto la bambina che si sporgeva dal balcone siamo immediatamente intervenute. La nostra premura era di metterla in salvo, così l’abbiamo afferrata. Poi l’abbiamo portata dentro casa dove l’ho tenuta in braccio a lungo per calmarla e consolarla in attesa dei soccorsi”. La gioia più grande, ha continuato, “è che si sia salvata“.

Anche l’agente Ferraioli, intervistata da Repubblica, ha raccontato quanto successo, affermando che “un senso di gioia e di pienezza come quello provato con questa bambina non vale nessun arresto”. “La madre l’ho chiamata io – ha spiegato ancora la poliziotta – le ho detto di non allarmarsi che era tutto a posto. Lei si è agitata tantissimo e poi, una volta arrivata a casa e aver sentito dalla nonna cosa era successo, si è sentita male ed è stata portata in ospedale insieme alla figlia”.

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