Scuola chiusa per topi. Succede al 68esimo circolo didattico Rodinò Salvemini a Barra, Napoli. Ieri mattina mamme e bambini hanno trovato i cancelli dell’edificio sbarrati per un intervento di derattizzazione previsto dall’Asl con l’amministrazione comunale. Da giorni ad allarmare le mamme erano proprio i numerosi ratti che gironzolavano nel giardino diventato una vera e propria giungla. A creare problemi sembra essere stato proprio lo spazio verde attorno all’edificio scolastico pieno di rovi secchi che si inerpicano fino alle finestre da dove i topi sembrano essere entrati in aula. Una scuola che a vederla dall’esterno sembrerebbe abbandonata ed invece è frequentata ogni giorno da 280 alunni dell’asilo nido, dell’infanzia, della primaria e delle medie.

A protestare sono state soprattutto le mamme che hanno minacciato di non mandare i figli a scuola fino a quando tutto l’ambiente non sarà del tutto bonificato. Qualcuno ha tirato la giacchetta all’amministrazione domandando dove sia finito il sindaco Luigi de Magistris: “Venisse a vedere in che condizioni i nostri bambini vanno a scuola”, hanno tuonato i genitori. Purtroppo l’edificio della scuola si trova di fronte all’isola ecologica e a pochi passi da alcuni cassonetti sempre pieni di rifiuti. Alle spalle c’è anche l’ex scuola abbandonata ridotta ad uno scheletro e negli anni vandalizzata rubando tutto ciò che c’era all’interno. Una situazione di degrado che i genitori non sopportano più al punto di minacciare il trasferimento dei figli.

Ad intervenire è stata da subito la nuova dirigente scolastica Anna Maria Leo che ha inviato due lettere al Comune per chiedere un intervento di bonifica del giardino che sarà effettuato nei prossimi giorni come promesso dall’amministrazione. Sul caso è intervenuta subito l’assessora all’istruzione Anna Maria Palmieri che non ha alcuna intenzione di lasciar passare il concetto di una scuola abbandonata: “Sono stati avvistati dei topi nei giorni scorsi e immediatamente è stata chiamata l’Asl che è intervenuta con la derattizzazione. Un lavoro che durerà tre giorni e che impedirà ai bambini di andare a lezione. Contestualmente gli operai del Comune di Napoli hanno fatto un sopralluogo e venerdì procederanno a diserbare e deforestare tutte le siepi che potrebbero essere state la concausa della presenza di questi topi. Durante la disinfestazione la scuola non poteva restare aperta: la dirigente scolastica aveva prospettato anche l’ipotesi di far confluire tutti i bambini presso un altro plesso ma i genitori hanno preferito, visto che si trattava solo di tre giorni, di tenerli a casa da scuola”.

Il problema alla Rodinò Salvemini sembra essere non solo quello dei ratti ma anche dei rifiuti attorno alla scuola e dei vetri rotti dei bagni e di alcune aule da dove i topi si sarebbero infiltrati: “Il tema – spiega l’assessora – del rifiuto abbandonato selvaggiamente davanti alle scuole lo stiamo affrontando con durezza con controlli anche da parte della polizia locale. Purtroppo i cortili delle scuole sono spesso vittima dell’inciviltà dei cittadini. Per quanto riguarda la questione dei vetri noi abbiamo deliberato proprio sul plesso Rodinò e sulle scuole di questa municipalità un investimento di un milione di euro per la manutenzione straordinaria”.

Commenti - Non perdere ogni mattina gli editoriali e i commenti delle firme Fatto Quotidiano.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Scampia, sulla vicenda dei codini blu mi schiero dalla parte della preside e delle regole

next
Articolo Successivo

Milano, bambini con il pasto da casa costretti a consumarlo sulle panchine dell’atrio della scuola. I genitori: “Grave, pronti a un esposto”

next