“L’istruzione dei ragazzi è l’interesse primario della Repubblica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alle celebrazioni per i 150 anni dell’Associazione Italiana Editori. “I libri sono stati e sono propulsori della crescita del nostro Paese”, ha aggiunto il Capo dello Stato sottolineando che “si legge ancora troppo poco in Italia, dobbiamo migliorare” perché “leggere è una ricchezza immateriale della quale non possiamo fare a meno” invitando ad investire nella scuola che “resta un bacino decisivo in cui seminare”. Il presidente della Repubblica ha ricordato come “viviamo in un tempo di trasformazioni straordinarie, come sempre in realtà nella storia, ma con un ritmo di gran lunga più incalzante” e così “cambiano rapidamente gli strumenti, i paradigmi, gli stessi linguaggi. Si presentano nuove piattaforme, nuove tecniche che costringono a correre”. Eppure, ha aggiunto Mattarella, “i prossimi 150 anni saranno un’avventura affascinante e in ampia misura inimmaginabile per noi, ma della lettura avremo sempre bisogno, si affermerà sempre”.

L’EVENTO – L’evento dell’Aie celebra un’iniziativa nata a Milano il 17 ottobre 1869 quando venne fondata un’associazione di categoria del settore librario con il nome di Ali (Associazione libraria italiana), che nel 1871 si è trasformata in Atli (Associazione Tipografico Libraria Italiana), riunendo editori, librai e tipografi. Solo nel 1946 ha assunto la denominazione di Associazione Italiana degli Editori. Ma si tratta soprattutto di un’occasione per discutere della situazione dell’editoria in Italia e sul valore della lettura e dell’istruzione che, come ha sottolineato il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi, “hanno un valore anche economico e di crescita per il Paese”. Lo stesso premier Giuseppe Conte, nel suo discorso alla Camera per la fiducia al Governo del 9 settembre, ha ribadito che il programma riconosce “l’importanza di investire nella scuola e nella ricerca”, con l’obbiettivo non tanto di “investire di più ma meglio”.

LA CELEBRAZIONE – “Non abbiamo futuro se non mettiamo l’istruzione, la conoscenza, il sapere al centro dell’agenda politica nazionale”, ha aggiunto Levi. Il presidente dell’Aie ha quindi ricordato che l’editoria è anche “industria e impresa”: il settore ha saputo resistere agli anni di crisi “meglio della più gran parte dei comparti industriali e senza ricevere alcun aiuto pubblico diretto, al contrario di quanto avviene per tutti gli altri settori della cultura”. I primi dati relativi al mercato librario nel 2019, presentati nella mattinata, sono comunque incoraggianti: il primo semestre del 2019 fa segnare, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, una crescita del +3,8% (530 milioni di euro) sulle vendite di soli libri nei canali trade (librerie, librerie online e Grande distribuzione organizzata) e una crescita più contenuta in termini di copie +2,9% (39,7 milioni di copie vendute).

“POLITICA PROMUOVA LA LETTURA” – Un primo intervento a riguardo è arrivato a luglio con la legge che prevede un tetto massimo sugli sconti al 5%. I piccoli editori e i librai indipendenti hanno accolto con favore la norma, al contrario della grande distribuzione. “La legge che abbiamo fatto sul libro è partita dall’opposizione, quindi dal Pd, ma è stata votata con un consenso largo. Adesso, però, c’è lo spazio, dato che la legislatura durerà, per integrarla e migliorarla”, ha spiegato neo ministro dei Beni culturali e del turismo dem Dario Franceschini alla celebrazione. Entrando nella sala Petrassi dell’Auditorium Parco della musica ha sottolineato la necessità “di un intervento dello Stato serio per tutta la filiera del libro, dalle librerie agli autori, agli editori”. La risposta che l’Aie chiede al governo è semplice: agevolazioni e incentivi alle famiglie e ai singoli cittadini per l’acquisto dei libri. Il presidente dell’Aie si è quindi rivolto a Mattarella ricordando le parole da lui pronunciate nel maggio del 2015, all’inaugurazione del Salone internazionale del libro: “Leggere ha a che fare con la libertà”.

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