“Un gigante buono incapace di fare del male”, “l’amava, ma lei l’aveva respinto”, o ancora “un raptus per troppo amore”. Sono solo alcune delle frasi scelte dalla stampa per raccontare l’ultimo caso di femminicidio, quello avvenuto in provincia di Piacenza: vittima Elisa Pomarelli, 28enne, uccisa da Massimo Sebastiani 45enne. Parole che però, secondo l’Ordine dei giornalisti, sono “sbagliate”, e vanno ad arricchire il già lungo elenco di “giustificazioni per il colpevole e di nuove coltellate alla vittima”. Il riferimento, in particolare, è al titolo de Il Giornale, “Il gigante buono e quell’amore non corrisposto”, che ha indignato anche la Rete. La figura di lei, si legge ancora, “scompare, non solo fisicamente”, è come e fosse marginale nella ricostruzione e “verso di lei non c’è rispetto, al massimo attenzione morbosa”.

Come denunciano le Commissioni Pari Opportunità della Federazione nazionale della Stampa italiana, il Consiglio nazionale dell’Ordine, l’Usigrai e l’associazione Giulia Giornaliste manca, ancora una volta, l’applicazione del Manifesto di Venezia, quello cioè che punta a una informazione “attenta, corretta e consapevole sul fenomeno della violenza di genere”. Gli stessi articoli, sottolineano, che dovrebbero spingere a un cambiamento culturale sono in realtà “zeppi di stereotipi e pregiudizi“. “L’uso di termini come raptus e amore ha il solo effetto di fornire una cronaca distorta di crimini efferati dettati solo dalla volontà di annientamento”, scrivono ancora. Il diritto di cronaca, sottolineano i sindacati, non “può trasformarsi in un abuso e in uno sfruttamento ai fini ‘commerciali’ per qualche copia o qualche clic in più”, né tanto meno trasformarsi in “sensazionalismo, causa principale di una perdurante asimmetria di genere”.

Anche il presidente dell’Ordine, Carlo Verna, è intervenuto a riguardo. “A prescindere dal caso di giornata, è inaccettabile l’incultura della superficialità nel trattare, anche nella scelta dei termini, i casi di femminicidio”, ha detto il giornalista, sottolineando che nella prossima riunione chiederà alla commissione Pari Opportunità, di avviare, insieme con le associazioni, “un’azione di monitoraggio costante, utile pure per eventuali segnalazioni ai consigli di disciplina competenti”. Il presidente ha poi rivolto un appello al Governo, di porre un’adeguata attenzione alle questioni dell’informazione, come fatto ad esempio da Sergio Mattarella, al termine delle consultazioni. “Confido che il presidente Conte, già personalmente attento al tema – ha continuato Verna – tenga conto di questo autorevolissimo messaggio nell’interlocuzione diretta con chi rappresenta la categoria e nei mandati che vorrà assegnare e che delegherà. Auspico anche che, con la conferma di Alfonso Bonafede al ministero della Giustizia, non abbia soluzione di continuità il confronto che si è aperto recentemente sull’equo compenso dei giornalisti”.

Critiche anche da alcuni esponenti politici, come la senatrice del Pd, Valeria Fedeli che su Twitter ha chiesto l’intervento dell’Odg. “Cosa aspetta l’@ODG_CNOG a intervenire contro organi di informazione che definiscono ‘gigante buonò chi ha appena ammazzato una donna? Senza cambiamento culturale, senza corretta informazione, non vinceremo mai la lotta contro il #femminicidio. #ElisaPomarelli”, si legge nel tweet.

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