Insegnava agli agricoltori africani il mestiere di apicoltore ma è stato assalito da uno sciame d’api e uno choc anafilattico gli è costato la vita. È morto così in Ghana a 66 anni Francesco Ruini, di Reggio Emilia e figura importante dell’apicoltura in Italia. Era in missione in Africa da Ferragosto per insegnare il suo mestiere alla popolazione locale e sarebbe dovuto ripartire per tornare in Italia due giorni dopo l’incidente, avvenuto il 26 agosto.

Ruini, che era in Africa come cooperante, viveva da sempre nella provincia reggiana e lascia la moglie e due figli. Secondo quanto riportato da reggionline.com, il 66enne si trovava nella regione della città di Nkoranza e collaborava con l’associazione di volontariato Africa Libera di Carpi. Il progetto di sviluppo agricolo al quale stava partecipando era volto a insegnare il mestiere di allevatore di api. Aveva ereditato la passione per l’apicoltura dal padre Onelio e il presidente dell’associazione Apicoltori di Reggio Emilia e Parma, Roberto Reggiani, lo ha definito “un vero maestro di apicoltura e di cooperazione, attitudine che aveva appreso dagli insetti che curava con tanta passione”. In un’auto presentazione per il sito web di Conapi, lui stesso aveva espresso l’amore per le api che alla fine gli sono state fatali: “Dopo tanti anni ancora apprezzo il contatto con la natura e la sensazione di libertà che questo lavoro mi dà e, in primavera, sono ancora affascinato dall’incredibile trasformazione delle famiglie”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Predappio, riapertura cripta di Mussolini. Incontro tra pronipote e sindaco: “Turismo ne gioverebbe”. Anpi: “Inammissibile”

next
Articolo Successivo

Sanità Lazio, candidato escluso “indovina” 16 vincitori su 20 del concorso al San Camillo. L’Asl si difende: “Tutto regolare”

next