La mancata elezione al Parlamento Europeo e la sconfitta del suo braccio destro Stella Sorgente alle Comunali di Livorno sono state due scottature pesanti. Eppure, a due mesi di distanza e con la sempre più probabile caduta del governo gialloverde, Filippo Nogarin torna in campo. E lo fa da candidato in pectore alle elezioni regionali toscane che si terranno nel maggio 2020. O, come confermano fonti del M5s a lui vicine, dopo la crisi di governo che si è aperta nelle ultime ore, con una possibile candidatura in Parlamento alle prossime elezioni politiche. Intanto lunedì scorso in un colloquio con Repubblica Firenze l’ex sindaco di Livorno si è detto “pronto a correre” per conquistare la Toscana e poi ha rafforzato il concetto parlando con ilfattoquotidiano.it: “In queste settimane molti attivisti sul territorio mi contattano chiedendomi di candidarmi – spiega Nogarin – e questo mi fa molto piacere perché significa che riconoscono il lavoro che ho fatto per cinque anni a Livorno. E’ ancora presto, però io ci sono. Come sempre”. La candidatura di Nogarin potrebbe aprire una sfida tutta interna al Movimento 5 Stelle toscano, visto che da tempo è data per scontata la corsa di Giacomo Giannarelli, capogruppo grillino in consiglio regionale che in questi anni ha guidato l’opposizione alla giunta Rossi.

Rousseau per scegliere il candidato in Toscana
Dopo la mancata elezione al Parlamento Europeo e la batosta dei 5 Stelle a Livorno (nemmeno arrivati al ballottaggio), Nogarin si è preso qualche settimana di vacanza e nel frattempo sta andando avanti nella stesura del suo libro sui cinque anni di governo cittadino. Ma, secondo fonti del M5S che in questi anni hanno lavorato a stretto contatto con lui, l’ex sindaco sta valutando una doppia strada: impegnarsi pancia a terra per le regionali del prossimo anno, oppure – con le elezioni politiche imminenti – candidarsi al Parlamento, più precisamente al Senato. Nel frattempo, nel Movimento 5 Stelle toscano si apre la sfida interna tra Nogarin e Giannarelli, che probabilmente non si aspettava di correre alle primarie su Rousseau contro uno sfidante così forte. Ma dall’interno, si ostenta tranquillità per una sfida che, dice un consigliere regionale grillino, “potrà solo far bene alla qualità del dibattito e della campagna elettorale”. “Non c’è nessuno scontro o rivalità – spiega a ilfatto.it il deputato livornese, Francesco Berti – Sia Nogarin che Giannarelli sono i migliori candidati che abbiamo per la Toscana. Io auspico che possa correre anche una donna ma vedremo più avanti. L’importante è che, qualunque sia il candidato, il Movimento toscano si apra sempre di più al mondo dell’ambientalismo e dell’imprenditoria della nostra Regione. E credo che entrambi avranno le capacità per farlo”.

Il gelo con Di Maio, le critiche al governo (caduto)
Che sia una candidatura al Parlamento o alla Regione Toscana, Nogarin nelle prossime settimane dovrà cercare di ricucire con i vertici del Movimento 5 Stelle e in particolare con il capo politico Luigi Di Maio con cui i rapporti sono freddi (eufemismo) da tempo. Nell’ultimo anno e mezzo, infatti Nogarin ha più volto criticato le scelte del governo gialloverde soprattutto in materia di immigrazione e diritti civili. Per questo, qualche settimana prima delle elezioni europee era stato inizialmente inserito dai vertici in fondo alla lista dei candidati con più “titoli” al Parlamento Europeo nel collegio dell’Italia centrale. Per tornare in campo, insomma, Nogarin dovrà recuperare quel ruolo nazionale che aveva fino a qualche tempo fa.

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