Secondo la Dda di Reggio Calabria, Ivana Ivanovic era la signora delle scommesse sportive. La reggente, insieme al marito, di un impero sul quale i magistrati indagano dal 2010. Il mandato d’arresto nei suoi confronti era stato spiccato a novembre 2018, con l’operazione Galassia: le procure di Reggio Calabria, Catania e Bari sostengono che l’organizzazione di cui era uno dei vertici abbia commesso reati fiscali e fosse infiltrata da ‘ndrangheta, Cosa nostra e Sacra Corona Unita. La Guardia di Finanza di Reggio Calabria l’8 agosto ha contestato alla holding maltese che reggeva tutto il gruppo circa 4 miliardi di euro di ricavi non dichiarati, per un danno all’erario italiano di circa 124 milioni di euro.

Ivana Ivanovic il 3 agosto era pronta ad attraversare il confine tra Serbia e Montenegro insieme alla figlia, a quanto pare per recarsi in una località balneare. La polizia locale ha messo fine così alla sua latitanza, durata dieci mesi. Moglie dell’imprenditore delle scommesse Paolo Tavarelli, è una delle fondatrici del portale PlanetWin365, appartenente al gruppo Sks.

Ivanovic, stando a fonti giudiziarie, era destinataria di un mandato d’arresto europeo ma avrebbe comunque deciso di attraversare il confine forte della recente decisione della Cassazione che per lei e per il compagno ha fatto cadere l’aggravante di avere favorito i clan mafiosi. La donna resta tuttavia accusata di associazione a delinquere semplice finalizzata all’illecita raccolta di scommesse. L’imprenditrice adesso si trova in stato di fermo in Montenegro. I giudici del Paese balcanico avrebbero chiesto alla procura di Reggio Calabria un’integrazione di documenti, rimandando così la decisione sulla conferma del fermo. Per lei con ogni probabilità si aprirà la strada dell’estradizione in Italia.

Nata in Jugoslavia 46 anni fa, Ivanovic secondo l’accusa è stata la figura a cui spettava l’ultima parola in merito alla gestione di PlanetWin365. In un’intercettazione finita agli atti dell’indagine, il presunto ‘ndranghetista Danilo Iannì diceva: “Su Planet comanda tutto una certa Ivana […] uno dice una cosa e uno ne dice un’altra però alla fine la parola c’è l’ha sempre questa Ivana”. Dietro la gestione del portale di scommesse, tra i più noti a livello europeo, si sarebbe celato anche un accordo riservato con l’operatore maltese Bet1128, riconducibile ai figli di Vito Martiradonna, detto Vitino l’Enel, storico cassiere del clan Capriati di Bari, Sacra Corona Unita. L’operazione, secondo l’accusa, avrebbe consentito a PlanetWin365 di proseguire la raccolta illegale di scommesse su portali paralleli con suffisso .com. Illecito che sarebbe stato commesso nonostante l’adesione alla sanatoria del 2015, voluta dall’allora governo Renzi, per regolarizzare le sale scommesse in Italia.

Nel 2017 SKS365 è stata ceduta dal gruppo guidato da Tavarelli e Ivanovic a Ramphastos Investments, un fondo d’investimento olandese. Secondo la procura di Reggio Calabria, non sono emersi elementi di responsabilità nei confronti della nuova proprietà.

Settecentoventitré milioni di euro disseminati in tutto il mondo: a questa cifra ammonta il valore dei beni identificati dalla procura di Reggio Calabria. La caccia al tesoro per recuperarli è ancora aperta: secondo quanto appreso da una fonte confidenziale, in questi giorni uno dei vecchi proprietari avrebbe tentato di spostare parte delle proprie fortune. Si tratta di Paolo Sipone, 53enne romano arrestato lo scorso novembre con le accuse di associazione mafiosa ed evasione fiscale.

Nel 2016 – in concomitanza con la vendita della società di gioco a un fondo olandese – Sipone avrebbe depositato oltre 8 milioni di euro su un conto corrente aperto a Londra. Conto finito nel mirino degli investigatori, ma che, stando alla fonte, non sarebbe mai stato formalmente sequestrato. Ora Sipone avrebbe richiesto il trasferimento di una parte dei fondi verso una società austriaca sempre sotto il suo controllo. Un’operazione presumibilmente messa in piedi per far perdere le tracce del denaro. Peccato che, allertata dalle richieste di informazioni della polizia inglese, la banca avrebbe temporaneamente bloccato il conto di Sipone.

Come Tavarelli e Ivanovic, anche lui – stando alle risultanze delle indagini – in passato ha avuto relazioni con i Martiradonna, la più nota famiglia con legami criminali ad avere interessi nel gioco d’azzardo online. Compartecipava insieme a loro agli utili di 3BetGaming, altra società maltese a cui la procure di Reggio Calabria ha contestato la creazione di portali paralleli “.com” in violazione della normativa sulle scommesse online. Contattato da ilfattoquotidiano.it, il legale di Paolo Sipone non ha fornito una replica al momento della pubblicazione.

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