Un raid aereo condotto dalle forze del generale Khalifa Haftar ha colpito un ricevimento di nozze nella città di Marzuq, nel sud della Libia dove da alcuni giorni sono in corso alcuni scontri tra le milizie del governo di Tripoli e l’Lna. Le vittime, che secondo le prime informazioni erano circa una ventina, sono salite a 43, mentre i feriti sono 51, come riporta il sito libico online Enalibya. A riferire dell’attacco alla festa era stata la tv Arabi21news, che, citando un parlamentare libico a Tripoli, Rahma Abu Bakr, aveva parlato di almeno quattro bombe. Secondo un consigliere comunale, Marzouk Mohamed Omar, inoltre, un altro aereo ha bombardato il quartiere residenziale di al Kalaa provocando diversi morti.

L’esercito nazionale libico, però, citato dalla Bbc, ha smentito di aver preso di mira i civili a Marzuq, confermando però un bombardamento aereo con un drone sulla cittadina, ieri in tarda serata. Secondo i media filo-Haftar, il raid ha preso di mira “mercenari ciadiani“, come vengono definiti i miliziani del gruppo etnico Tabu, in conflitto con le forze del generale.

“Attacchi indiscriminati su aree residenziali densamente popolate possono essere assimilati a crimini di guerra e devono cessare immediatamente”, ha commentato il portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna che fa capo all’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea. “Come già affermato da Federica Mogherini, chi commette crimini di guerra e chi infrange la Legge umanitaria internazionale deve essere portato di fronte alla giustizia”, si legge ancora nella nota.

Anche l’inviato delle Nazioni Unite per la Libia, Ghassan Salamé, è intervenuto rinnovando l’invito a una tregua in vista della Festa islamica del Sacrificio (Eid al-Adha), che si celebrerà domenica prossima, lanciato qualche giorno fa. Salamé ha condannato “i ripetuti bombardamenti indiscriminati” contro l’aeroporto di Mitiga, a Tripoli, ricordando che lo scalo è “l’unico funzionante e disponibile per milioni di civili e per l’assistenza umanitaria nella grande zona di Tripoli”, si legge in una dichiarazione diffusa ieri sera dalla Missione di supporto dell’Onu in Libia (Unsmil). L’inviato Onu ha chiesto il rispetto del diritto umanitario internazionale e protezione per i civili, sottolineando come “i ripetuti attacchi contro l’aeroporto siano un elemento della crescente violenza che colpisce la popolazione”, e ribadendo di essere preoccupato per la situazione e per il rischio corso dai civili.

Solo ieri, 4 agosto, un aereo libico con a bordo 124 passeggeri è sfuggito a un attacco mentre era in fase di atterraggio a Mitiga. A renderlo noto la gestione dello scalo, tramite un post su Facebook. “Grazie a Dio l’equipaggio e i passeggeri di un volo proveniente da Bengasi, con a bordo 124 passeggeri, sono scampati a un bombardamento”, si legge nella nota. Secondo le notizie diffuse via social, dopo l’incidente il traffico aereo è stato dirottato per alcune ore su Misurat, per poi tornare alla normalità nella tarda serata di ieri.

La battaglia a sud di Tripoli, secondo i media locali, è scoppiata il 2 agosto, quando le forze guidate da Haftar hanno sferrato un altro attacco aereo contro le milizie del governo di concordia nazionale, uccidendo tre persone e ferendone 14.

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