Samsung Galaxy A80 è uno smartphone che vede nella fotocamera rotante l’elemento distintivo rispetto alla concorrenza. Grazie a questo particolare, il design subisce una ventata di novità rispetto a quanto visto finora. È interessante, ma non è adatto a tutti perché non è compatto e ha un prezzo di 679 euro che lo mette fuori dalla portata di molti aspiranti utenti. Vale la pena ricordare che gli smartphone Android hanno una tendenza al ribasso del prezzo nel breve periodo: quando il Galaxy A80 costerà 400 euro sarà un candidato appetibile.

Da annotare poi che manca la certificazione di impermeabilità, non è possibile espandere lo spazio di archiviazione interno, che comunque è di 128 Gigabyte, e non c’è la presa jack per le cuffie, nonostante lo spessore di 9,3 millimetri.

Se però quello che cercate è uno smartphone capace di realizzare ottime foto, potrebbe essere quello che fa per voi. Nelle prove, infatti, il comparto fotografico ci ha convinti appieno, grazie alla presenza di tre sensori posteriori che servono anche per scattare i selfie, grazie al meccanismo a rotazione.

Design e fotocamera

La parte frontale del Galaxy A80 è occupata interamente dallo schermo, che è senza fori e senza notch (la fascia nera sulla parte alta dello schermo) grazie all’adozione del meccanismo a rotazione per il modulo fotografico posteriore. Basta azionarlo per vedere una sorta di slitta sollevarsi dal bordo superiore, con i tre sensori che ruotano letteralmente in avanti. Durante le prove ci è sembrata una soluzione solida, che però fa perdere un po’ di immediatezza nello scatto dei selfie.

In più, questo meccanismo ha inevitabilmente inciso sul peso complessivo dello smartphone, che è di 220 grammi: chi cerca un prodotto leggero farà bene a cercare altrove. Detto questo, sul piano costruttivo l’A80 è di alto livello, grazie al rivestimento in vetro e metallo.

I tre sensori fotografici sono da da 48 Megapixel (principale) 8 Megapixel (grandangolare) e ToF 3D per la profondità di campo. Si tratta di una configurazione che offre tanta versatilità d’uso, adattandosi a molteplici condizioni di scatto. I risultati ottenuti durante le prove sono molto buoni in diurna, e niente male in notturna, grazie alla modalità Notte di Samsung che ha compiuto passi da gigante rispetto a qualche tempo fa: le immagini, anche con poca luce, risultano decisamente godibili. In più, il sensore ToF, che lavora in abbinata a quello da 48 Megapixel, consente di tirare fuori degli effetti bokeh (soggetto a fuoco e sfondo sfocato) di ottimo livello.

Basta premere l’apposito pulsante dell’app fotocamera per far “ribaltare” i tre sensori e servirsene per i selfie. In questo caso, tuttavia, subentrano dei limiti software che troviamo difficili da spiegare. L’autofocus viene disattivato a favore del fuoco fisso; il flash non può essere utilizzato, sarà il display a illuminare i volti; lo scatto è un crop da 8 Megapixel, anche se è possibile ripristinare la risoluzione originale. In sostanza, i selfie del Galaxy A80 sono tra i migliori del settore, sia in diurna che in notturna, ma questi limiti software hanno poco senso.

Si possono registrare video fino alla risoluzione 4K a 30 fotogrammi al secondo. La stabilizzazione elettronica entra in gioco solo alla risoluzione Full-HD (30/60 fps), e in generale la qualità dei filmati è buona.

Considerato lo spessore di 9,3 mm e la diagonale dello schermo di 6,7 pollici, è praticamente impossibile utilizzare il Galaxy A80 con una sola mano. La colorazione Black ritratta nelle immagini è molto bella, grazie anche alla presenza di dettagli dorati. Per chi preferisse, Galaxy A80 è disponibile anche nelle varianti Silver e Gold.

Schermo, prestazioni e autonomia

Oltre ad essere ampio, lo schermo è anche di qualità. È realizzato con tecnologia Super AMOLED, ha una risoluzione di 1.080 x 2.400 pixel, un rapporto di forma di 20:9 (particolarmente stretto e allungato) ed è protetto da un vetro Gorilla Glass 3. Nei test abbiamo appurato che si vede bene all’aperto grazie alla luminosità elevata e a un efficace trattamento oleofobico, inoltre ha ampi angoli di visualizzazione. Di buon livello anche la riproduzione dei colori, e non manca la modalità Awalys-On, che consente di visualizzare notifiche, orario e meteo anche quando il sistema è in stand-by.

L’equipaggiamento si basa sul processore Snapdragon 730 (visto, ad esempio, sullo Xiaomi Mi 9T), 8 Gigabyte di memoria RAM e 128 GB di spazio di archiviazione, che non si può espandere tramite scheda microSD. Durante le prove il sistema è risultato fluido e reattivo, anche sotto stress. Di tanto in tanto, tuttavia, abbiamo notato qualche piccolo rallentamento.

Come spesso accade, è stato poco convincente il sensore d’impronte integrato direttamente nello schermo: a volte risulta poco veloce nello sblocco, e saltuariamente ha mostrato qualche difficoltà nel riconoscimento dell’impronta. Discorso analogo per l’audio in chiamata, che è di qualità migliorabile, con un volume non molto elevato e una sensazione di “eco” che, in alcune circostanze, può creare qualche problema nel comprendere ciò che dice l’interlocutore.

Completa la connettività: LTE fino a 800 Mbps, Wi-Fi dual band, Bluetooth 5.0, NFC, supporto Dual-SIM. L’autonomia non fa invece gridare al miracolo. Con il nostro solito utilizzo (misto tra LTE e Wi-Fi, due account mail attivi, centinaia di notifiche dai social e app di messaggistica istantanea, oltre 2 ore di telefonate) abbiamo coperto quasi 16 ore lontano dalla presa elettrica. Benvenuto il  supporto alla ricarica rapida a 25 Watt, con caricabatterie apposito incluso in confezione.

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