Non posso cambiare cognome, anche perché sono nato prima di Luigi Di Maio. Semmai sarà Luigi a doverlo cambiare“. E’ il commento ironico del deputato Pd, Marco Di Maio, intervistato da Lanfranco Palazzolo per Radio Radicale, sul misunderstanding grottesco esploso nella mattinata di oggi, tra le varie rassegne stampe televisive e le agenzie di stampa.
Sul numero odierno del Foglio, infatti, è stata pubblicata una intervista del giornalista David Allegranti al parlamentare dem. Ma il titolo, che poi il direttore Claudio Cerasa ha definito “un gioco”, recava solo il cognome dell’intervistato: “Parla Di Maio, prima intervista al Foglio. “Salvini è una persona superficiale e con scarse competenze”.
Il nome del deputato è stato specificato solo nell’ultima riga dell’articolo, in cui si affastellano dichiarazioni che hanno scatenato l’allarme nel M5s (“Sulla Russia se ne vedono delle belle”, “Profonde divisioni nel governo”).
Alla fine dell’intervista viene svelato l’arcano, con un riferimento sardonico a un travisamento, stavolta di Matteo Salvini, il quale giorni fa si è confuso nel leggere un’agenzia dello stesso Marco Di Maio sulla mozione di sfiducia nei confronti del leader della Lega.

Marco Di Maio osserva: “Sono parlamentare da 6 anni, sono stato eletto nel collegio uninominale di Forlì-Faenza, quindi sono un deputato di prima nomina, però evidentemente per qualcuno leggere qualche riga in più per capire che si stava parlando di un Di Maio che non era dei 5 Stelle è uno sforzo che, di prima mattina, può riuscire difficile. Tuttavia, in Italia esistono tanti Di Maio, non sono tutti Luigi, né sono tutti come Luigi. Ci sono dei Di Maio che ragionano anche con la loro testa. Ci sono dei Di Maio che sono anche laureati e dei Di Maio che sanno quello che dicono. Quindi, questa omonimia può essere l’occasione per far evidenziare delle differenze”.

Poi difende “la trovata” del Foglio: “Per fortuna in Italia la stampa è libera, anche se abbiamo visto come si è comportato il M5s nei confronti di Radio Radicale. Ma bastava leggere le prime righe dell’intervista per rendersi conto che non si parlava del Di Maio del M5s. Al di là di tutti gli scherzi e delle ironie che possiamo fare, credo che le reazioni denotino uno stato di tensione davvero profondo nelle forze di governo, perché se si arriva a pensare che Luigi Di Maio possa fare quelle dichiarazioni sul ministro Salvini vuol dire che è effettivamente credibile quello che ho detto“.

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