È morto a Torino Carlo Federico Grosso, tra i più noti penalisti italiani. Aveva 81 anni. A darne notizia, sul suo sito, è la Repubblica online, di cui era il legale. Professore emerito di Diritto penale, è stato consigliere comunale e vicesindaco di Torino, nelle fila del Pci, e vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte. Nel 1994 è stato eletto nel Csm, di cui è stato vicepresidente dal 1996 al 1998. Come avvocato è stato il primo difensore di Annamaria Franzoni e di Calogero Mannino per la accuse sulla trattativa Stato-mafia. Ha rappresentato la parte civile nel processo per la strage di Bologna, ha avuto esperienze accademiche all’Università di Torino. Ha tutelato la posizione di oltre 32mila portatori di bond come parte civile nei processi per il crack Parmalat davanti ai Tribunali di Parma e Milano, e, sempre come parte civile, ha patrocinato il Comune di Milano nel processo per i derivati davanti al Tribunale di Milano. È stato difensore dell’Eni e di suoi dirigenti in numerosi processi penali. Ha inoltre difeso Renato Soru davanti al Tribunale di Cagliari, Silvio Scaglia davanti al Tribunale di Roma.

Laureatosi nel 1959 con una tesi di diritto penale, Grosso aveva poi intrapreso la carriera di docente universitario negli atenei di Urbino, Genova e poi a Torino dove ha retto la cattedra di diritto penale dal 1974 al 2007 . Negli anni 1998-2001 ha presieduto una commissione ministeriale per la riforma del codice penale nominata dall’allora ministro della giustizia Giovanni Maria Flick. Dopo un’ampia discussione pubblica con studiosi di diritto penale, avvocati e magistrati, nel 2001 ha consegnato al ministero il testo degli articoli della parte generale del codice. Nel 1998, su nomina dell’allora ministro per i beni culturali con delega allo sport Walter Veltroni Grosso ha presieduto anche una commissione amministrativa di indagine in materia di doping.

La notizia della morte di Grosso è stata data anche dall’attuale vicepresidente del Csm David Ermini che in apertura del plenum ha espresso le condoglianze alla famiglia sottolineando che Palazzo dei Marescialli lo ricorderà come merita

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