Una forte scossa di terremoto è stata avvertita ad Atene e in tutta l’Attica. La magnitudo è stata calcolata a 5,3 gradi. Molte persone si sono riversate in strada, secondo il sito in.gr. L’epicentro sarebbe a 23 chilometri a nordovest della capitale, a soli 2 chilometri di profondità, quindi è stato sentito con maggior forza. Sono segnalati blackout telefonici.

Al momento non ci sono notizie di feriti – tranne tre persone colpite da calcinacci –  né di danni. Il tremore è stato ripreso in diretta dalla televisione statale greca Ert. Sono stati registrati piccole interruzioni della corrente elettrica e i vigili del fuoco hanno raccontato di aver ricevuto diverse chiamate da persone che erano rimaste intrappolate in ascensore

“Non c’è motivo di preoccuparsi, gli edifici della capitale sono costruiti per sopportare terremoti molto più forti”, ha rassicurato il capo dell’agenzia di protezione anti-sisma, Efthymios Lekkas. L’epicentro è stato registrato vicino all’area dove un sisma di magnitudo 5.9 causò la morte di 143 persone nel 1999. “Per ora non possiamo essere sicuri che sia stata la scossa principale”, ha sottolineato il sismologo Gerassimos Papadopoulos, citato da Ert, aggiungendo che ci sono state “già almeno tra altre piccole scosse, segnale positivo”. Ha poi chiesto agli ateniesi di “restare calmi” ma “psicologicamente pronti ad altre scosse di assestamento”.

La scossa ha provocato solo il crollo di alcuni edifici abbandonati. “Si è sentita una scossa molto forte, abbiamo avuto molta paura – dice all’Ansa il giornalista Takis Tsafos -. Per legge, hanno dovuto evacuare gli hotel e gli uffici pubblici. E tutti hanno iniziato a chiamare amici e parenti, quindi sono bloccate le linee telefoniche”. Gli edifici crollati sono a Ermou (strada dello shopping accanto a Piazza Syntagma), a Petralona, a poca distanza dall’Acropoli, e poi a Trapezona, vicino al porto del Pireo, e nel porto stesso, dove è crollato un vecchio magazzino che non veniva più utilizzato. “I vigili del fuoco ritengono che sotto le macerie non sia rimasto nessuno”, dice Tsafos.

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