Un fiume di tweet, sempre più forti e aggressivi, tanto da essere bollate come razzisti da più parti. Per i toni, ma anche per le destinatarie: le parlamentari progressiste e appartenenti alle minoranze. Alexandria Ocasio-Cortez in testa, ma anche le deputate musulmane Ilhan Omar e Rashida Tlaib, oltre all’afroamericana Ayanna Pressley. “Prima di criticare le politiche portate avanti negli Usa tornino nei posti corrotti e infestati dal crimine da cui sono venute”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti invitando le parlamentari ad aiutare a sistemare le cose nei Paesi di origine “i cui governi sono una totale catastrofe, il peggio che esiste al mondo”, invece di criticare “la più grande e potente nazione sulla Terra”. Dimenticando che tre delle quattro parlamentari attaccate sono nate negli Stati Uniti.

Le sue frasi – arrivate per altro nella giornata in cui è scattata la caccia agli immigranti irregolari con gli agenti dell’Ice impegnati in diverse città americane – hanno provocato un’ondata di sdegno e la ferma replica delle quattro democratiche, nonché della speaker Nancy Pelosi. “Respingo i commenti xenofobi. Invece che attaccare membri della Camera il presidente dovrebbe lavorare con noi per politiche dell’immigrazione che riflettano i valori americani”, twitta Pelosi, che in una lettera ai deputati dei suo partito annuncia l’elaborando una bozza di risoluzione di condanna alle dichiarazioni del presidente. “Questa settimana il presidente è andato oltre i suoi bassi standard – scrive scrive la speaker dei democratici – usando un linguaggio vergognoso contro membri del Congresso”.

All’indignazione dei democratici, Tramp, risponde con l’ennesimo tweet bellicoso in cui accusa le parlamentari progressiste di essere persone che odiano il Paese: “Se non sono contente di stare qui, possono andarsene – ha scritto – Queste sono persone, a mio avviso, che odiano l’America”.

“Noi ci battiamo per proteggere il Paese dal peggiore, più corrotto e inetto presidente che si sia mai visto”, le fa eco Omar. Mentre per Ocasio-Cortez, Trump “è arrabbiato perché non accetta un Paese che possa includere anche noi, non accetta che l’America ci ha eletto e che non abbiamo paura di lui”. All’inquilino della Casa Bianca ha risposto anche la premier inglese uscente Theresa May che considera “completamente inaccettabili” gli attacchi.

La posizione ferma e compatta dei Democratici ha spinto il tycoon a fare nuovamente fuoco: “È così triste vedere i democratici schierarsi con persone che parlano male del nostro Paese e che odiano Israele. Chiamano i loro avversari, inclusa Nancy Pelosi, razzisti – scrive su Twitter – Il loro disgustoso linguaggio e le cose terribili che dicono degli Stati Uniti non possono essere fatte passare. Se il partito democratico vuole continuare a perdonare questo comportamento allora non vediamo ancora di più l’ora”che arrivino le elezioni 2020.

Alcune ore dopo, Trump è tornato per la terza volta all’attacco, invitando le deputate della “sinistra radicale dovrebbero chiedere scusa al Paese e a Israele per il linguaggio che hanno usato e per le terribili cose che hanno detto. Molti sono arrabbiati con loro e con le loro loro disgustose azioni”. Ad avviso dell’inquilino della Casa Bianca, se i democratici “continueranno a schierarsi dietro il linguaggio e le azioni di queste deputate molto impopolari” sarà “interessante vedere come questo si tradurrà: posso dirvi che Israele si sente abbandonato dagli Stati Uniti”.

*aggiornato da redazione web alle 21 del 15 luglio 2019

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