Le colline del prosecco” di Conegliano e Valdobbiadene “da oggi sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Grazie alla loro bellezza paesaggistica, culturale, agricola unica e al gran lavoro promozionale di squadra del sistema-Paese”. A dare l’annuncio è il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi che ha reso nota la decisione del comitato di selezione annunciata oggi a Baku, in Azerbaigian, che ha riconosciuto il valore di quest’area del Veneto e di un vino unico nel suo genere. “Si riconosce il valore universale di un paesaggio culturale e agricolo unico, scaturito da una straordinaria, sapiente interazione tra un’attività produttiva di eccellenza e la natura di un territorio affascinante”, ha spiegato il ministro Moavero.

La proclamazione è avvenuta in occasione della 43° sessione del Comitato del Patrimonio mondiale Unesco, con delibera unanime dei 21 Stati membri del Comitato, a conferma dell’alta qualità della candidatura italiana. Il risultato prova anche, si legge in una nota, la posizione di primissimo piano che l’Italia riveste in seno all’Unesco e l’ottimo gioco di squadra del sistema-Paese che ha visto coinvolti, insieme con la Farnesina, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e del Turismo, la Regione Veneto e il Comitato promotore della candidatura.

I punti di forza del dossier veneto – Il dossier presentato dall’Italia a Baku si è incentrato sulla qualità del paesaggio, traendo spunto dall’iscrizione dell’area nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali storici del Ministero dell’Agricoltura. In particolare, si è puntato ad evidenziare come i prodotti tipici abbiano una qualità non solo legata ai processi produttivi, ma trovano un valore aggiunto non riproducibile nel paesaggio. Nel caso del Prosecco, già dal Medioevo la struttura mezzadrile ha creato appezzamenti di piccole dimensioni che si sono mantenuti fino ai nostri giorni, creando un mosaico di piccole vigne che si inframezzano al bosco. Questa struttura, in abbinamento alle sistemazioni del terreno, in particolare ai ciglioni erbosi che si arrampicano sulle ripidissime pendici collinari, documentati almeno dal 1600, contribuisce all’unicità dell’area e alla bellezza dei luoghi. Alle forme del paesaggio si associano poi le architetture degli impianti viticoli e le tecniche di allevamento, le quali, come nel caso della Bellussera, inventata a Tezze di Piave a fine Ottocento, conferiscono ulteriori elementi di diversificazione ed unicità rispetto ai paesaggi viticoli già candidati nella World Heritage List. La candidatura del Prosecco appare, al momento, l’unica, fra i siti viticoli iscritti nel Worl Heritage, a puntare sul paesaggio.

Il ministro dell’Ambiente Costa: “Premiata eccellenza mondiale” – “Si tratta di un bel risultato per il nostro territorio e mi complimento con il ministro Centinaio e il presidente Zaia per il successo a lungo atteso”, ha commentato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa spiegando che “con questa decisione l’Unesco ha riconosciuto come il territorio veneto di Conegliano e Valdobbiadene sia un superlativo della bellezza, una eccellenza mondiale, il risultato di una felice interazione tra natura e uomo, tramandata da generazione in generazione nel corso dei secoli, il cui paesaggio è caratterizzato da una scenografia mozzafiato. Fondamentale ora è che tutti gli attori istituzionali aumentino l’impegno per la tutela dell’ecosistema e della biodiversità trasformando questa zona in un esempio di sostenibilità libero dai pesticidi. Noi faremo la nostra parte”, conclude il ministro dell’Ambiente.

Il presidente del Veneto Zaia: “Vittoria meritata” – “Ci avevamo creduto sin dall’inizio, dieci anni fa, quando demmo avvio al percorso per candidare questa porzione così unica e particolare del territorio veneto a patrimonio dell’umanità e ora, grazie anche agli approfondimenti richiesti da Icomos, siamo riusciti a portare la palla in meta. Aver realizzato questo sogno, e averlo fatto insieme, esalta la gioia della vittoria“, ha detto da Baku il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Con lui c’erano anche i tre consulenti scientifici del dossier della candidatura, Mauro Agnoletti (docente di pianificazione del paesaggio rurale all’università di Firenze e coordinatore scientifico del catalogo nazionale dei paesaggi rurali), Amerigo Restucci (ex rettore dello Iuav di Venezia) e Leopoldo Saccon (architetto di Conegliano), oltre al presidente dell’Associazione temporanea di scopo per la candidatura, Innocente Nardi.

Le proteste degli ambientalisti: “Troppi pesticidi” – “Le colline ove sorgono ora i vitigni per la produzione industriale del prosecco (intendendo per tale la produzione in cui preponderante è l’utilizzo di macchinari in luogo dell’opera dell’uomo e l’utilizzo massivo di pesticidi di sintesi) sono state completamente stravolte a causa degli sbancamenti, eradicazioni di alberi, anche secolari o storici, eliminazione di siepi, per far posto alla monocultura del prosecco”. È il severo monito lanciato dalle associazioni e dai movimenti veneto-friulani che il 19 marzo scorso hanno organizzato una marcia per protestare contro l’uso massiccio di pesticidi tra gli agricoltori veneti.

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