Un piccolo robot capace di costruire grandi robot. È questo, nella sostanza, l’annuncio fatto dal professore Neil Gershenfeld del Massachusetts Institute of Technology nel corso della Conferenza MARSS a Helsinki, in Finlandia. Consiste in cinque componenti che hanno la capacità di costruire e smontare dispositivi. A ispirare Gershenfeld è stato il fatto che tutte le forme di vita a noi conosciute sono costituite solo da 20 aminoacidi. È possibile che un kit composto da 20 componenti possa essere usato per assemblare tutti i prodotti tecnologici?

È nato così questo prototipo che costituisce il primo passo verso la creazione di un kit standard da usare per assemblare altri robot. Può sollevare sette volte il suo peso, spostarsi su una superficie piana, far girare gli ingranaggi di una macchina. L’idea geniale è che può riassemblarsi per far fronte a esigenze specifiche o a compiti diversi.

I cinque componenti attuali sono realizzati in scala millimetrica, e ciascuno può essere collegato all’altro tramite un connettore standard. Non sono “pezzi” inediti, perché includono parti elettromagnetiche, una bobina, un magnete. L’idea è di rimpicciolirli ancora di più in futuro, e di ampliare le capacità del robot aggiungendone altri. Per costruire il “cervello”, Langford ha usato circuiti integrati di dimensioni millimetriche.

“Una delle applicazioni emergenti è quella di creare piccoli robot in grado di lavorare in spazi ristretti” ha spiegato Gershenfeld, facendo notare che alcuni dei componenti di questo progetto sono più piccoli di un penny, ma possono svolgere compiti utili. Il successo di questa idea sta nella semplicità e nella linearità dei componenti, che ne rendono relativamente facile l’assemblaggio automatizzato.

Sergej Fatikow, a capo della divisione di Microrobotica e di Ingegneria dell’Università di Oldenburg, in Germania, ha commentato questo robot dicendo che “affronta il problema dell’assemblaggio di sofisticati sistemi microrobotici partendo da un piccolo insieme di elementi costitutivi standard, che potrebbero rivoluzionare il campo della microrobotica e aprire numerose applicazioni su piccola scala“.

George Small di Moog, uno dei principali produttori di attuatori per la robotica, aggiunge che questo lavoro “apre le porte a nuovi modi di progettare, assemblare e riutilizzare queste strutture attive per fornire nuove soluzioni innovative”.

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