Mentre l’economia dell’Eurozona e quella della “locomotiva tedesca” rallentano, il governatore della Bundesbank Jens Weidmann ammette di essersi sbagliato sullo scudo anti spread” concepito da Mario Draghi durante la crisi dei debiti sovrani dei Paesi della moneta unica. In un’intervista concessa all’edizione online del quotidiano tedesco Die Zeit, l'(ex) falco tedesco ricorda che “la Corte europea di giustizia ha preso in esame l’Omt e ha stabilito che è legale” e ammette: “La mia posizione non aveva una base legale. Era dettata dalla preoccupazione che la politica monetaria sarebbe finita nel vortice della politica di bilancio. Naturalmente, una banca centrale deve agire decisivamente nel peggior scenario, ma data la sua indipendenza, non dev’esserci alcun dubbio che agisce all’interno del suo mandato”.

Il tedesco, che per anni si è opposto alla politica accomodante dell’Eurotower e anche al quantitative easing rilanciato ieri da Draghi, era l’unico in seno al board Bce ad essersi sempre detto contrario al programma di acquisto illimitato di titoli di Stato Outright Monetary Transactions (Omt), messo a punto nell’estate 2012 dopo il famoso “whatever it takes” e mai utilizzato. Nel 2013 decine di migliaia di cittadini tedeschi coordinati e politici locali chiesero alla Corte Costituzionale tedesca di Karlsruhe di valutare se l’Omt travalicava il mandato dell’Eurotower. E Weidmann andò addirittura a testimoniare in aula contro il piano, sostenendo che ”non può essere compito della politica monetaria comprare tempo per l’azione sui bilanci”. Tre anni dopo la stessa Corte di Karlsruhe ha stabilito che il piano era compatibile con le regole europee

Weidmann, con questa mossa, ottiene anche di riposizionarsi nel tentativo di spianarsi la strada verso la poltrona di vertice della Bce, che Draghi lascerà a fine ottobre. Il tedesco è uno dei candidati con maggiori chance ma rischia di dover fare i conti con l’ostilità di paesi del Sud Europa.

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