Patrick Shanahan, il segretario alla Difesa pro tempore, ha rinunciato all’incarico ufficialmente “per dedicare più tempo alla sua famiglia”. Ad annunciare il ritiro è stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha affermato che al suo posto nominerà Mark Esper, l’attuale segretario dell’Esercito. Per la Casa Bianca si tratta di una perdita importante in un momento delicato fra le crescenti tensioni con l’Iran: proprio poche ore fa Shanahan aveva autorizzato l’invio di ulteriori mille soldati americani in Medio Oriente.

Shanahan il 1° gennaio era stato nominato a capo del Pentagono dal presidente americano al posto di James Mattische aveva rassegnato le dimissioni a causa del disaccordo con Trump, in particolare sulla decisione presa dal capo della Casa Bianca di ritirare 7mila uomini dall’Afghanistan. L’audizione per la sua conferma era stata più volte posticipata: i ritardi sarebbero stati legati ad alcune indagini avviate dall’Fbi sul suo passato e sul suo divorzio burrascoso, con accuse reciproche di violenze domestiche fra lui e la moglie, e alla volontà dello stesso Shanahan di mantenere l’assoluto riserbo sulle sue vicende personali. La moglie era stata arrestata per averlo aveva colpito con un pugno in pieno viso e il figlio, all’epoca del fatto 17enne, era stato a sua volta arrestato per aver picchiato la madre con una mazza da baseball, lasciandola in una pozza di sangue.

Gli episodi risalgono a dieci anni ma rischiano ancora, ha detto Shanahan in un’intervista al Washington Post, di traumatizzare la sua famiglia e suo figlio più piccolo: “Cose brutte possono succedere anche nelle buone famiglie”, ha affermato. Secondo il racconto di Shanahan l’ex moglie sarebbe diventata nel corso degli anni sempre più strana e inaffidabile. Il divorzio successivo ha però peggiorato le cose: l’ex moglie Kimberly ha inizialmente ottenuto la custodia dei tre figli, ma nel 2014 le è stata tolta quella dei due figli più piccoli in seguito al suo “abuso” degli scontri con i ragazzi.

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