La Commissione europea pensa che “l’Italia si stia muovendo in una direzione sbagliata“. Così parla Jean-Claude Juncker in un’intervista a Politico.eu nel giorno in cui il Comitato economico e finanziario ha approvato il contenuto del rapporto sul debito elaborato dai tecnici di Bruxelles: una procedura contro l’Italia è ritenuta giustificata. “Penso che l’Italia rischia di essere nella procedura nei prossimi anni“, dice il presidente della Commissione che rimarrà in carica fino al prossimo autunno. “Rispondo che ha sbagliato lui direzione sulla Grecia“, commenta il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Poi spiega: “Prima di attribuirci un torto mi lasci dialogare e aggiornarlo sui conti. Siamo ben convinti della nostra filosofia e politica economica“. Il presidente del Consiglio ha annunciato per domattina, mercoledì 12 giugno, alle 9 a Palazzo Chigi un vertice economico al quale saranno presenti i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e i tecnici del Mef. L’incontro per mettere a punto la strategia per evitare la procedura d’infrazione.

Il governo ha poco meno di un mese per far valere le sue ragioni a Bruxelles ed evitare l’avvio vero e proprio dell’azione disciplinare per debito eccessivo. Dopo l’opinione degli sherpa di Eurogruppo ed Ecofin, la parola passa agli alti funzionari dei dicasteri, poi il dossier approderà all’Ecofin di giovedì e venerdì a Lussemburgo per un primo giro di tavolo, mentre la decisione finale potrebbe arrivare alla riunione dei ministri delle Finanze europei dell’8 e 9 luglio.

Luigi Di Maio “deve comportarsi in modo da avere ragione”, dice Juncker rispondendo all’affermazione del vicepremier secondo cui “l’Ue non aprirà la procedura di infrazione per debito eccessivo”. Per Juncker “l’Italia è l’Italia e ha i problemi dell’Italia, diversi dai problemi degli altri paesi, ma simili sotto certi aspetti”. “Stiamo introducendo queste misure di flessibilità” e “il riconoscimento delle riforme strutturali, tenendo conto dei problemi dei cicli economici e dei terremoti“, ha precisato il presidente della Commissione. Che ha poi aggiunto: “Ma nessuno in Italia lo sa perché il governo italiano dà l’impressione che Bruxelles sia contro il Sud Europa e questo è sbagliato“. Però, ha sottolineato, “questo problema dell’Italia è un problema serio“, anche se “non è ancora” una minaccia per la stabilità finanziaria dell’Europa. “Non voglio umiliare la Repubblica italiana con dichiarazioni pubbliche, perché ne ho il più grande rispetto per diverse ragioni, ma riteniamo che si stia muovendo in una direzione sbagliata”, ha concluso.

“Con Juncker, lo posso dire, ho un rapporto molto cordiale, direi amicale, gli riconosco molta lealtà anche nella fase molto travagliata di dicembre: ha dato una grossa mano all’Italia”, gli risponde il presidente del Consiglio nella conferenza stampa che segue il Consiglio dei Ministri. “All’amico Juncker – aggiunge – quando dice che sbagliamo direzione rispondo che ha sbagliato lui direzione sulla Grecia. Lo dico con la massima cordialità: prima di attribuirci un torto mi lasci dialogare e aggiornarlo sui conti”.

Il premier Conte ribadisce la linea condivisa anche dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, intervenuto alla Camera proprio per l’informativa sulla procedura. L’intenzione del governo è quella di trattare a oltranza, convinti “della nostra filosofia e politica economica”, spiega Conte, e che “certe ricette hanno dimostrato nel tempo di far crescere il rapporto tra deficit o debito e Pil“. Ma allo stesso tempo consapevoli che l’unica via è quella del compromesso: “Abbiamo un mandato a far crescere il paese: con massima ragionevolezza e senso di responsabilità siamo qui per far crescere il Paese, non per avviarlo su una china recessiva“, chiarisce Conte.

Lo stesso ha spiegato Tria durante il suo discorso a Montecitorio: “Pur rimanendo convinti che le regole Ue devono essere migliorate e semplificate, è nel nostro interesse trovare un compromesso” e arrivare a un “accordo” con una mediazione “ragionevole” per scongiurare l’azione disciplinare sui conti, ha detto il titolare del Mef.

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