È ufficiale, non si torna più indietro. Dopo 17 anni, i Della Valle lasciano la Fiorentina nelle mani di Rocco Commisso, proprietario italo-americano dei New York Cosmos e fondatore del colosso delle telecomunicazioni Mediacom. Un affare che si aggira intorno ai 170 milioni di euro e gestito, per gli acquirenti, da J.P. Morgan e Chiomenti, mentre Credit Suisse Italy e Bonelli Erede hanno agito per i venditori. “Sono onorato di poter scrivere un capitolo della storia di un club leggendario“, sono le parole che il nuovo patron ha affidato a un comunicato congiunto con gli ex proprietari e pubblicato sul sito ufficiale della Fiorentina. “I tifosi sono preoccupati? – ha poi scherzato con i giornalisti della Gazzetta – Forse perché sono Gobbo“. Mentre Diego Della Valle, a Sky, si toglie qualche sassolino dalla scarpa: “Ai veri tifosi dico di stare tranquilli, la società è supersolida e le persone che arrivano lo sono altrettanto e hanno tanta voglia di fare calcio. Ai cazzari non ho da dire niente“.

Dopo un finale di stagione che aveva assunto toni drammatici, con la squadra ridotta a lottare per la salvezza all’ultima giornata, i tifosi della Fiorentina hanno seguito gli sviluppi dell’ultima settimana per conoscere quale futuro si prospettasse per il club. Dalle rivelazioni del New York Times sull’interesse di Commisso per la società in riva d’Arno, fino all’arrivo a sorpresa del magnate americano di origini calabresi a Malpensa per incontrare, poche ore dopo, i fratelli Tod’s nel loro ufficio di Milano.

“Sono un fan del calcio italiano da sempre e non ci sono parole per descrivere quanto sia incredibilmente onorato di avere l’opportunità di contribuire a scrivere il prossimo capitolo della storia di un club leggendario come la Fiorentina – ha dichiarato il nuovo proprietario che venerdì alle 16 terrà una conferenza stampa e alle 17 aprirà i cancelli del Franchi per presentarsi ai suoi nuovi tifosi – Vorrei ringraziare la famiglia Della Valle per aver gestito la Fiorentina negli ultimi 17 anni. Diego e Andrea meritano grandi onori per aver salvato questa società dal dissesto finanziario. Lasciano delle fondamenta solide su cui costruire il club”. Poi, il nuovo patron rivela che le trattative con gli ormai ex proprietari della Viola, che hanno conosciuto inserimenti di altri gruppi interessati all’acquisto, si parla del fondo del Qatar e di quello del Kuwait, andavano avanti da tre anni: “Firenze è conosciuta in tutto il mondo come città che rappresenta il meglio della cultura italiana. In questi tre anni di contatti per acquisire il club, ho maturato una profonda consapevolezza di quanto La Viola sia importante per questa città e per i suoi tifosi”.

Tre anni in cui la famiglia Della Valle ha più volte dichiarato che, se mai ci fosse stato qualcuno interessato a fare il bene del club, con un progetto serio che garantisse un futuro all’altezza della città, erano pronti a farsi da parte: “Inizia una nuova avventura per la squadra Viola che ci auguriamo possa dare molte soddisfazioni a tutti, soprattutto ai tifosi perbene e alla città di Firenze a cui noi rimarremo sempre legati – hanno scritto i fratelli nel comunicato – Tra le varie offerte ricevute, abbiamo privilegiato non quella economicamente più vantaggiosa per noi, ma quella che riteniamo dia le maggiori garanzie di un solido e appassionato futuro alla società Viola, considerando la conoscenza e la competenza che Rocco Commisso ha già nel mondo del calcio. Un grande ‘in bocca al lupo’ a Rocco e a quanti lo seguiranno in questa avventura e un abbraccio forte con tanta riconoscenza a tutte le persone che hanno collaborato con noi in questi 17 anni e che hanno dato il loro meglio per la maglia Viola”. 

Sguardo al futuro, dal nuovo entourage societario al nodo Federico Chiesa
Adesso non c’è tempo da perdere, la nuova proprietà sa che deve velocemente mettersi al lavoro per costruire un management competente e ambizioso e una rosa di calciatori, allenatore e staff in grado di garantire a Firenze un rapido ritorno in Europa, palcoscenico che manca dalla stagione 2016-17. Pochi i punti fermi: uno è certamente il braccio destro di Commisso, Joe Barone, che è stato più volte mandato in avanscoperta a Firenze per studiare la società. Sarà lui l’uomo del magnate in Italia, con Commisso che, invece, seguirà la squadra dagli States. L’altro nome, forse l’unico che sarà confermato a livello societario, è quello di Giancarlo Antognoni, per il quale si pensa a un ruolo di maggiore responsabilità, magari come vicepresidente. Sarà L’unico 10, La Bandiera a rappresentare la fiorentinità nel nuovo asset societario.

Sono invece molti i nomi che circolano per le posizioni di direttori di area. Per quanto riguarda il dg, circola con insistenza quello di Umberto Gandini, ex amministratore delegato della Roma e direttore generale del Milan. Tra lui e Barone ci sarebbero già stati diversi contatti e sarebbero già state messe in campo le strategie di rilancio del club. Altro ruolo delicato è quello del prossimo direttore sportivo che dovrà ricostruire il parco giocatori. Sicuramente se ne andrà Pantaleo Corvino che secondo indiscrezioni ha da giorni svuotato la propria abitazione fiorentina. I nomi circolati sono molti, da Pierpaolo MarinoPietro Lo Monaco, da Piero Ausilio a Massimiliano Mirabelli, ma si tratta di un totonomi ancora da sciogliere.

Le priorità per chi guarda più alle vicende del campo sono però due: il futuro del gioiellino Federico Chiesa e il nome del prossimo allenatore. Sul primo, si parla di un accordo già raggiunto tra il calciatore e la Juventus, con un contratto da cinque anni a 5 milioni di euro a stagione. Ma papà Enrico ha lasciato tutto in stand-by per capire quali siano le intenzioni della nuova proprietà. A domanda, Commisso risponde: “Chiesa? Come ho già detto faremo il possibile per trattenerlo a Firenze“. Presentarsi alla squadra promettendo un futuro più radioso e, allo stesso tempo, vendere il giocatore più forte e rappresentativo non sarebbe un grande biglietto da visita per Commisso. Ma molto dipende dalla volontà del calciatore, indubbiamente pronto per il salto di qualità. Se la proprietà riuscisse a garantire uno stipendio annuo in linea con le offerte ricevute dai grandi club e, soprattutto, una rosa che permetta di competere per un posto in Europa, è possibile che l’enfant prodige possa decidere di rimanere, da capitano.

L’altro nodo è quello legato alla posizione di Vincenzo Montella. Il ritorno ai piedi di piazzale Michelangelo è stato da incubo, ma il tecnico napoletano ha due anni di contratto con il club. Il possibile arrivo di Gandini aveva fatto subito circolare in città i nomi di Luciano Spalletti, da sempre tifoso viola, e Rudi Garcia, insieme ad altri candidati come Rino Gattuso ed Eusebio Di Francesco. Ma le parole di Commisso rilanciano le quotazioni dell’Aeroplanino: “Montella? Deve sapere che a me non piace licenziare i dipendenti“, ha detto. Poi però ha anche precisato: “Il calcio è ovviamente un mondo completamente diverso da quello degli affari. E qualche volta sei costretto a sacrificare qualcuno”.

Twitter: @GianniRosini

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