C’è voluto “un documento direttamente dal capo politico” del Movimento 5 Stelle per sventare un apparentamento senza precedenti tra i 5 Stelle e i partiti di centrodestra che, seppur in una piccola realtà locale, avrebbe certamente creato una polemica nazionale. Alla fine però, lo strano “caso” della quadruplice alleanza a Malnate (Varese), si chiude prima dei ballottaggi della prossima settimana.

I fatti. Si sfideranno per la poltrona di sindaco la candidata del centrodestra, Daniela Gulino, sostenuta da Lega e Forza Italia e quella del centrosinistra, Irene Bellifemmine, che partiranno rispettivamente dal 39,99% e dal 45,02% del primo turno. Domenica mattina, però, la coalizione di centrodestra si è modificata in maniera clamorosa. Il volto storico locale del Movimento 5 Stelle, Giovanni Gulino, papà della candidata leghista, si è presentato in Comune firmando il documento che certifica l’apparentamento con la coalizione guidata dalla figlia. Un’ora più tardi negli stessi uffici si è presentato anche il referente di Fratelli d’Italia, Sandro Damiani, allargando ulteriormente la coalizione con un secondo apparentamento. In un lampo la leghista Daniela Gulino si è ritrovata sostenuta, oltre che da Lega e Forza Italia, anche da Fratelli d’Italia e dal Movimento 5 Stelle.

La strategia politico-familiare ha scatenato un vero e proprio putiferio nel cuore del Movimento locale con il candidato sindaco, Domenico Mancino (7,24% al primo turno), risentito per un’alleanza che a suo dire era stata architettata a sua insaputa, oltre che non gradita. Mancino, infatti, durante la campagna elettorale più volte aveva ribadito che il Movimento 5 Stelle dopo il primo turno non avrebbe fatto alcun apparentamento. Zero inciuci. Il Movimento si è espresso contro Gulino che si è difeso in un lungo comunicato nel quale ha spiegato come si era arrivati al discusso apparentamento: “All’incontro fissato con la Lega – si legge – è intervenuto un un fatto strano: il candidato sindaco Mancino lo ha disdetto dicendo che non è possibile fare alcun ragionamento in quanto le “regole” del Movimento non lo consentono. Di fronte a tale fatto è stata svolta una riunione di iscritti e simpatizzanti che ha deciso di confermare l’incontro anche con la Lega”. Al termine del quale “il Movimento ha proposto di concordare un contratto di governo così come è stato fatto a livello Nazionale, previa consultazione degli iscritti. La delegazione della Lega ha risposto di Sì”.

Gulino ha spiegato di aver fatto la stessa proposta al centrosinistra che però non aveva accettato, provando a scrollarsi di dosso i sospetti di aver aver aver fatto questa scelta per favorire la figlia. Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato Matteo Bianchi, punto di riferimento della Lega in provincia di Varese: “Malnate è da sempre una sorta di Stalingrado del Varesotto, una roccaforte del centrosinistra. Abbiamo messo insieme tutto il centrodestra chiedendo al Movimento 5 Stelle di agire sull’impostazione del contratto di governo nazionale. Ho chiesto alla segreteria nazionale che ha accolto questa possibilità”. Ma la situazione si è fatta sempre più incandescente tanto che lunedì pomeriggio c’è stata un’ulteriore svolta, che ha messo la parola fine all’ipotesi di apparentamento usando il simbolo dei 5 Stelle: “Ho ricevuto un documento – ha fatto sapere Gulino padre – a firma del capo politico Luigi Di Maio che mi ha chiesto di ritirare la richiesta di apparentamento. Sto provvedendo in questo momento”.

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