Un collaboratore della relatrice che ha in mano il decreto sulla sanità in Calabria candidato a diventare commissario della Asl di Vibo Valentia. E, dunque, un conflitto d’interessi per la deputata in questione. È l’accusa che diversi parlamentari delle opposizioni (Pd, Forza Italia e LeU) hanno rivolto a Dalila Nesci (M5s), che coordina per la maggioranza, alla Camera, i lavori sul cosiddetto decreto Calabria. Accusa respinta dal ministro della Salute Giulia Grillo: “State facendo una critica alle intenzioni perché state lanciando delle accuse su una candidatura che non è stata nemmeno effettuata“. “Ci tengo al decreto – ha proseguito – e se non ritenete sufficiente quanto ho detto prima, posso senza problemi dire che se questo problema diventa dirimente, rinunciamo all’ipotesi di fare questa nomina, anche se non è conflitto di interessi“.

A sollevare la questione era stata Enza Bruno Bossio, seguita da Enrico Borghi, che ha puntato il dito contro Gianluigi Scaffidi, collaboratore della parlamentare pentastellata. “Il fatto è che ancora non sono state fatte le nomine”, si è difesa Nesci, “ribadisco che, dalle indiscrezione uscite, la persona indicata non è mai stato un mio collaboratore stipendiato. E io non sono titolata a fare alcuna nomina”. Parole giudicate insufficienti da Jole Santelli, di Forza Italia, che ha chiesto l’interruzione dei lavori fino a un chiarimento da parte della ministra Giulia Grillo. Il capogruppo del Pd, Graziano Delrio, ha invitato il sottosegretario Armando Bartolazzi, presente in Aula, di escludere che Scaffidi verrà nominato. La richiesta, tuttavia, non è stata accolta. Bartolazzi, in un secondo momento, ha preso la parola: “Sono sorpreso per lo scadimento di questo dibattito”, ha esordito. “Non spetta a lei stabilire se gli interventi dei parlamentari sono convenienti o meno”, lo ha ripreso la presidente di turno, Mara Carfagna.

Poi è intervenuta appunto la stessa ministra Grillo: “So quanto ho combattuto per fare questo decreto per una regione che ho preso a cuore a causa delle gravi difficoltà che ha. Ho fatto questo decreto consapevolmente, per rispettare la missione che mi sono presa come ministro e che voi, come Parlamento, avete nell’approvarlo. Non ho alcun attaccamento per alcun curriculum, purché i candidati abbiano la professionalità necessaria. Non ho alcun motivo di difendere Scaffidi o Pinco Pallo ma ci tengo a dire che non vi è alcun conflitto di interessi”, ha dichiarato in aula alla Camera.

“Non è una norma ad personam – ha aggiunto la ministra – come sapete molte regioni si sono trovate costrette ad assumere medici in pensione, perché non sempre ci sono le professionalità adatte tra i medici. Ci siamo voluti dare una chanche in più per avere dei medici che possano andare in Calabria”. Poi Grillo ha concluso: “Se ritenete che io, in questo momento, debba darvi una risposta su qualcosa che non è ancora avvenuto ma dovrà avvenire e se non ritenete sufficiente la mia assicurazione che verrò in Aula a informarvi sulle nomine, posso garantire che, se questo elemento diventa dirimente per proseguire correttamente, noi rinunceremo a qualunque ipotesi, di fare questa nomina in questo momento”.

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