Via libera del ministero della Pubblica amministrazione alle procedure per il reclutamento di quasi 17mila nuove maestre e all’aumento di stipendio per i presidi. Le due novità sono state annunciate dalla titolare della P.a., Giulia Bongiorno. Nel dettaglio, ha spiegato la ministra in quota leghista, si tratta di “10.624 per l’anno scolastico 2020/2021 e 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022”. Il decreto dà l’autorizzazione al ministero dell’Istruzione ad avviare le procedure concorsuali per il biennio 2020/22 per il reclutamento del personale docente della scuola dell’infanzia e primaria.

Sempre in giornata, Bongiorno ha autorizzato l’aumento di stipendio dei presidi che, spiega una nota, “interessa circa 8mila dirigenti e permetterà il quasi totale riallineamento della retribuzione dei dirigenti scolastici a quella delle altre categorie di dirigenti pubblici”. A questo punto il contratto potrà “essere ratificato dal Consiglio dei ministri e, dopo i controlli della Corte dei Conti, sottoscritto in via definitiva”. Per l’intero triennio “si prevede un incremento medio pari a 160 euro al mese” collegato al “raggiungimento degli obiettivi ed è prevista una differenziazione della retribuzione di risultato tra i vari dirigenti”.

Roberta Fancarillo, responsabile nazionale dei dirigenti scolastici della Flc Cgil, ha precisato che la parte fissa della retribuzione dei dirigenti scolastici passa da “circa 3.686 annui lordi a circa 6.159 per annui lordi per il 2018, con un incremento di 190,23 euro mensili lordi, e dal 1° gennaio 2019 passa da 6159,72 a 12.565 pari a un aumento di 692,96 euro lordi, dunque quasi 350 euro netti al mese”.

La cifra di 160 mensili indicata dal ministro, spiega la sindacalista, “non tiene evidentemente conto delle risorse specificamente assegnate dalla finanziaria del 2018 per l’equiparazione della retribuzione di parte fissa dei dirigenti scolastici a quella degli altri dirigenti dell’area istruzione e ricerca”. Questi aumenti si aggiungono a quelli previsti dalle risorse contrattuali che corrispondono a 135 euro lordi mensili a partire dal 1° gennaio 2018.

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