Una busta senza annullo postale e senza mittente, indirizzata al vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. Un pacco che ha insospettito gli investigatori, che hanno deciso di fermarlo per comprendere quale fosse il contenuto: all’interno c’era un proiettile calibronove. Per questo motivo gli artificieri della polizia di Stato, dopo che il pacco è stato intercettato dal Centro di Smistamento Postale di Roma, in piazzale Ostiense, lo hanno sequestrato. A diffondere la notizia alle agenzie di stampa sono state fonti del ministero degli Interni. Nella busta, oltre al proiettile, nessun messaggio né sigle di rivendicazione. La reazione del segretario federale della Lega non si è fatta attendere: “Non mi fanno paura e non mi fermo” ha detto il titolare del Viminale. Che poi ha aggiunto: “Più che da una politica spesso ipocrita, confido nella solidarietà di milioni di italiani perbene che si esprimeranno con il voto di domenica“.

“Solidarietà, Matteo Salvini. Non c’è minaccia che potrà scalfire la forza delle idee e il tuo coraggio” ha scritto su Facebook il ministro leghista per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana. “Segnale gravissimo che rappresenta il culmine della preoccupante escalation di una campagna elettorale avvelenata dall’odio, con un clima di scontro politico in cui riprendono corpo e vigore le pulsioni eversive” ha detto invece il presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini, secondo cui “è dovere di tutti abbassare la temperatura, isolare gli estremisti e riportare il dibattito democratico, nei giorni che mancano al voto, sui problemi reali dei cittadini e sul futuro dell’Europa. A Salvini giunga la mia piena solidarietà”. Di “vergognoso atto intimidatorio” ha parlato invece il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino (Pd), che ha espresso la sua “condanna più netta e la solidarietà nei confronti del ministro”.

“Continuano le aggressioni verbali e le minacce al vicepremier e ministro dell’Interno – ha detto invece il governatore del Veneto Luca Zaia – Un clima pesante e antidemocratico, che al confronto sostituisce la minaccia, i proiettili al dibattito seppure acceso sulle scelte politiche. La mia solidarietà a Matteo Salvini è totale – ha detto ancora – Non si può continuare così. Le idee giuste – ha concluso – non stanno soltanto da una parte sola. Se non le si condivide ci si esprima nelle urne, non con le pistole, le botte, gli scontri e le violenze di piazza“.