Quelle frasi razziste venivano dal passato di Tancredi Sforzin, candidato per la Lega al consiglio comunale di Vittorio Veneto, ma erano troppo forti per non creare uno sconquasso. Infatti, un giorno e mezzo dopo la notizia della denuncia dell’Osservatorio antifascista, il maestro elementare ha gettato la spugna. Ha ritirato la candidatura dopo aver preso atto che anche il candidato sindaco Toni Miatto lo aveva scaricato. E ha spiegato: “Quelle affermazioni sono state fatte qualche anno fa, ma mi ritiro per il bene della mia città, per rispetto dei miei compagni di lista e del candidato sindaco”. La sua posizione era indifendibile per chiunque. Infatti, aveva postato (poi cancellandole) espressioni del tipo: “Fanno pulire il Meschio (un fiume che attraversa Vittorio Veneto, ndr) ai negri quando non sono in grado di lavarsi nemmeno le mutande”. E ancora: “I negri del Ceis guardano i fuochi d’artificio gratis, senza aver versato un euro al comitato festeggiamenti”. Infine aveva annunciato che avrebbe bruciato “tutti i libri di Gramsci che troverò nella biblioteca di Vittorio Veneto. La comunità non ha bisogno di leggere quello schifo”.

A prendere le distanze è stata la stessa lista di Miatto, che fu assessore quando sindaco di Vittorio Veneto era Gianantonio Da Re, attuale segretario della Liga Veneta. “Siamo una lista moderata che fonda i propri obiettivi programmatici su valori basati sull’integrazione e sull’Europa. Stiamo elaborando diversi progetti da avviare nelle scuole in quanto crediamo sia il luogo principale di confronto per creare una comunità unita”. Nessun estremismo, a sentire queste parole, anzi una proposta di civile convivenza, ha aggiunto il capolista Gianluca Posocco. “Crediamo fermamente nell’impegno per la costruzione di relazioni sia nel nostro Comune tra cittadini, associazioni, attività commerciali e istituzioni, sia con altre realtà nazionali e internazionali. Vogliamo utilizzare costantemente il metodo del confronto”. E ha concluso: “Non potremmo mai e poi mai dimenticare che la nostra Vittorio Veneto è Medaglia d’Oro per la Resistenza e non condividere le parole del Capo dello Stato pronunciate nella nostra città il 25 aprile scorso”. Lo stesso candidato sindaco Toni Miatto ha commentato: “Purtroppo non ero a conoscenza di quanto detto in passato da Sforzin. Ora di fronte alle evidenti prove non possiamo far altro che dissentire in quanto non sono pensieri che ci appartengono. Purtroppo si può anche sbagliare nella scelta delle persone per la costituzione di una lista civica perché, quando si cercano e si accolgono i nominativi, non è possibile fare i raggi x a ogni candidato scavando nel suo passato”.

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