A Torino, Chiara Giannini, l’autrice del libro intervista a Matteo Salvini, si è presentata al Salone del Libro come segno di protesta contro l’esclusione della casa editrice Altaforte, vicina a Casapound. Dopo un passeggiata nei padiglioni, si è fermata davanti allo stand della Feltrinelli, perché alcune librerie avrebbero rifiutato di vendere il suo lavoro. La giornalista ha esibito il proprio volume. All’ingresso del padiglione un libraio si è messo ha alzato il pugno e poi  ha intonato “Bella Ciao”, seguito da altri visitatori.

In mattinata l’autrice, insieme all’editore Francesco Polacchi (coordinatore regionale lombardo di Casapound) e al direttore editoriale Andrea Antonini (vice presidente di Casapound) avevano presentato il libro in un albergo del centro città. Per loro è stata l’occasione di denunciare, ancora una volta, la “censura” del Salone del libro, nonostante la quale il libro è “un exploit assoluto”: “Le cinquemila copie stampate sono tutte in mano ai distributori e martedì ne verranno stampate altre”. “Sapevamo che questo libro avrebbe potuto generare profitti notevoli”, ha dichiarato Polacchi. Insomma, la visibilità di questi giorni ha portato bene ai loro affari, ma questo non basta. Il direttore ha spiegato che non intende “far passare questa prepotenza in silenzio. Intenteremo una battaglia legale”, mentre l’avvocato di Giannini, Elisabetta Aldrovandi, ha dichiarato di aver già inviato una diffida. “È una barbarie giuridica di cui dovranno rendere conto nelle aule”, tuona l’ex deputato Fratelli d’Italia Massimo Corsaro, che fa un parallelo tra il rogo nazista dei libri nel 1933 e l’esclusione sancita da Chiara Appendino e Sergio Chiamparino: “Forse hanno simpatie per le camicie brune”, si chiede retoricamente. L’ex deputato ne ha anche per la Feltrinelli: “Nessuno di noi ha mai osato dire che sia una casa editrice di terroristi”, dice ricordando il supporto fornito da Giangiacomo Feltrinelli ad alcuni gruppi di estrema sinistra. Nel futuro Altaforte parteciperà ad altre fiere dell’editoria? “Al mille per mille proveremo a essere ovunque e poi vedremo cosa succederà”, conclude Antonini

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