Ha fatto “campagna elettorale in Sardegna con un aereo di Stato”. Il deputato del Partito democratico Gavino Manca con un post su Facebook accusa il vicepremier Luigi Di Maio di essere salito su un “aereo militare della presidenza del Consiglio” quando il 4 maggio scorso è volato da Napoli a Olbia. Il capo politico M5s risponde con una foto “con un signore incontrato all’aeroporto di Napoli nel tragitto verso il gate” e spiega di aver utilizzato un normale volo di linea. “Ragazzi, quelli del Pd se non esistessero bisognerebbe inventarli – scrive su Facebook Di Maio – Sono contento che continuino questa inconcludente campagna denigratoria nei miei confronti per tentare di farvi credere che io sia come loro. Li posso solo ringraziare!
Ovviamente con le persone con le quali sono decollato a Napoli sono pure atterrato a Olbia: niente voli di Stato e niente champagne!”, replica il vicepremier.

“Aveva usato la macchina privata per andare al giuramento al Quirinale e ora sale su aereo militare della presidenza del Consiglio per fare campagna elettorale“, ha sostenuto il parlamentare democratico Manca. “Davvero un bel cambiamento per il ministro Di Maio – prosegue il suo post – che sabato scorso ha utilizzato questo mezzo per raggiungere la Sardegna. Quasi uno schiaffo a un territorio letteralmente imprigionato dal pasticcio della continuità territoriale”. Facendo riferimento alla campagna anti-sprechi pubblici del M5s, Manca ha aggiunto: “Una bella caduta di stile per chi esibiva i biglietti aerei da comune cittadino per le trasferte istituzionali e criticava l’acquisto di un aereo da parte del governo Renzi“. “Tutto questo per venire in Sardegna e attaccare un alleato di governo a fini elettorali. Lo spettacolo offerto da questa maggioranza è sempre più penoso e sconfortante”, conclude il post.

Sempre su Facebook risponde Di Maio che allega appunta una sua foto mentre stringe la mano a un signore incontrato al gate di Capodichino: “Lo preciso per i simpaticoni del Pd prima che dicano che ho stretto la mano al pilota del mio jet privato”, scrive il vicepremier. “Ragazzi, quelli del Pd non ce la possono fare. È più forte di loro. Ci provano, insistono, ma niente. Ne fanno una dietro l’altra”, comincia la risposta di Di Maio all’accusa di Manca. “Prima il loro nuovo tesoriere, che oggi fa mea culpa sulla loro proposta di legge per aumentare gli stipendi dei parlamentari e poi minaccia di querelarmi (un po’ kafkiano…), poi l’accusa di essere andato a fare campagna elettorale in Sardegna con un volo di Stato. Ebbene sì, lo confesso: all’aeroporto Capodichino di Napoli c’era un mio sosia. Anzi no, ve la dico tutta. Ero proprio io, ma sono saltato dall’aereo di linea a quello di Stato mentre eravamo in volo, a 10mila metri di altezza, dove ad aspettarmi c’erano ostriche e champagne e non potevo mancare!”, risponde ironicamente il vicepremier.

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