Nell’ultimo anno ne sono stati uccisi 88, 250 quelli arrestati. Tra il 2012 e al 2016, invece, sono 530 quelli assassinati. È praticamente una strage quella che colpisce in tutto il mondo i giornalisti. I numeri di questa “mattanza” sono stati aggiornati e diffusi in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa. “Le istituzioni della Repubblica e la società civile hanno il dovere di sostenerli e non lasciarli soli”, ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio.

Il capo dello Stato ha sottolineato il caso preoccupante dei giornalisti minacciati nel nostro Paese. “Anche in Italia – ha ricordato il capo dello Stato – si verifica un alto numero di intimidazioni e atti ostili nei confronti dei giornalisti che esercitano la loro fondamentale funzione. Rinnovando la mia solidarietà ai familiari delle vittime, invio un saluto ai cronisti italiani con l’augurio che possano sempre raccontare, liberi da condizionamenti, la realtà del nostro Paese”. Anche Papa Francesco ha ricordato l’evento con un tweet: “Abbiamo bisogno di un giornalismo libero, al servizio del vero, del bene, del giusto; un giornalismo che aiuti a costruire la cultura dell’incontro. #DefendMediaFreedom”.

“In un momento in cui la disinformazione e la sfiducia nei mezzi di informazione sta crescendo, una stampa libera è essenziale per pace, giustizia, sviluppo sostenibile e diritti umani”, recita il messaggio diffuso dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. Il segretario generale ha sottolineato che “nessuna democrazia è completa senza accesso a informazioni trasparenti e affidabili”, e ha descritto il giornalismo libero come “la pietra miliare per costruire istituzioni giuste e imparziali, rendendo i leader responsabili”.

“Il giornalismo, quando è svolto con rigore e con coraggio, rappresenta un baluardo di democrazia, di legalità, di resistenza alle mafie, alla corruzione e, di conseguenza, al degrado sociale, politico ed economico”,  dice la presidente del Senato Elisabetta Casellati. “Sono convinto e sicuro che nel nostro Paese c’è e ci sarà sempre la libertà di stampa, di pensiero e di espressione perché è un nostro articolo della Costituzione che è intoccabile e nessuno l’ha mai messa in discussione”, è invece il commento del presidente della Camera, Roberto Fico.

Tra gli eventi della giornata anche la presentazione della Carta d’Assisimanifesto internazionale contro  “l’uso delle parole come pietre“. “Non si possono fare leggi per chiudere le voci delle differenze, nel mondo della comunicazione la libertà è aggiungere voci. Non è accettabile espellere chi parla in modo differente da te”, ha detto il presidente della Fnsi, Beppe Giulietti. Che poi ha focalizzato la sua attenzione su Steve Bannon, ex consigliere di Donald Trump e le cui posizioni sono condivise Matteo Salvini. “Bannon – ha detto Giulietti – ha dichiarato pochi giorni fa in televisione di avere alcuni nemici, come il Papa e il presidente Mattarella e tutti coloro che costruiscono i ponti delle diversità. Da giovane ho contrastato la loggia P2 di Licio Gelli, e allora si scoprì in ritardo che c’erano anche alcuni giornalisti che facevano da manutengoli di un progetto di sterminio di libertà e diritti. Mi permetto di dire che dietro il progetto attuale ci sono le industrie delle armi, del commercio delle persone, non c’è niente di popolare ma l’utilizzo del popolo al fine del signoraggio dei poteri tradizionali”.

La Giornata mondiale della libertà dell’informazione venne proclamata dalle Nazioni Unite per ricordare ai governi l’importanza di sostenere e fare rispettare la libertà di parola. Ma anche per valutare la situazione della libertà di stampa in tutto il mondo, difendere i media dagli attacchi alla loro indipendenza, rendere omaggio ai giornalisti che hanno perso le proprie vite per adempiere il loro dovere. Tra il 2012 e il 2016 nel mondo ne sono stati assassinati in media due cronisti alla settimana: solo in un caso su dieci viene fatta giustizia. Nell’Unione Europea ci sono 400mila di giornalisti, lo 0,2% del totale degli occupati.