La notizia fa un certo effetto, soprattutto perché viene da Trieste, capoluogo di una regione, il Friuli Venezia Giulia, saldamente in mano alla Lega. Alla maratona in programma dal 3 al 5 maggio prossimi non ci saranno atleti africani. Razzismo sportivo? Prolungamento sul piano atletico delle diffidenze verso gli extracomunitari? Nulla di tutto questo, sostiene Fabio Carini, presidente di Apd Miramar, l’organizzazione che promuove il Trieste Running Festival. “Basta mercimoni. Quest’anno abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei per dare uno stop, affinché vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore che vengono semplicemente sfruttati e questa è una cosa che non possiamo più accettare”. Carini ha aggiunto: “È comodo prendere gli atleti più forti, approfittando di manager che li sfruttano. È meno comodo imporre una certa linea affinché nello sport vengano al primo posto il valore dell’atleta e l’etica. Siamo stati tra i primi in Italia ad aver imposto un codice etico che non è mai stato ripreso dato che fa comodo non seguire le regole. Sport e umanità non possono essere separati“.

Detta così sembra una spiegazione tutta interna al mondo dello sport. Ma l’assenza degli africani fa scalpore. Anche perché l’annuncio è stato dato durante la conferenza stampa a cui erano presenti i principali esponenti della Lega che in Regione sta ridimensionando le politiche di assistenza agli immigrati. C’erano il governatore Massimiliano Fedriga, fedelissimo di Matteo Salvini, l’assessore alla sicurezza Pierpaolo Roberti, già segretario provinciale della Lega, e il sindaco forzista di Trieste, Roberto Di Piazza.

Inevitabili le polemiche. A partire dal Pd, per bocca del segretario Cristiano Shaurli. “Mancava questo al Friuli Venezia Giulia: essere la Regione che non fa correre gli atleti africani. Con motivazioni che hanno un retrogusto d’ipocrisia all’ennesima potenza, la nostra regione apre la stagione della discriminazione nello sport. Il fatto che questa scelta sia frutto di un organizzatore che è anche giornalista dipendente della Regione rende ancora più imbarazzante tutta la situazione”. E sottolinea come l’annuncio sia stato dato “con becera soddisfazione e con la benedizione del presidente Fedriga e dell’assessore Roberti”.

Ancora più esplicito Francesco Russo, vicepresidente del consiglio regionale ed ex senatore del Pd: “’Una mezza maratona per soli bianchi‘, pensavamo fosse un titolo che si sarebbe potuto leggere solo nell’Alabama del Ku Klux Klan ed è invece la cronaca di ciò che accade a Trieste. La città merita di meglio che essere ricordata come il luogo in cui le istituzioni gettano nei cassonetti le coperte ai clochard e organizzano mezze maratone rigidamente monocromatiche”.

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