L’accordo è stato siglato a notte fonda, dentro Palazzo Chigi, teatro fino a poco prima dello scontro tra Lega e M5s. I sindacati del mondo della scuola e il governo – presente con il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Istruzione Bussetti – hanno trovato l’intesa attorno alla promessa di più risorse per il rinnovo contrattuale e soluzioni per il precariato. E così è stato disinnescato anche lo sciopero proclamato per il prossimo 17 maggio, al momento “sospeso”.

Soddisfatto il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che su Facebook ha scritto: “Più risorse per il prossimo rinnovo contrattuale, per garantire stipendi adeguati agli insegnanti”. A sentire il titolare del Miur, ci saranno “soluzioni mirate per il precariato: chi insegna da più di 36 mesi avrà percorsi dedicati per l’immissione in ruolo. Sono due dei punti qualificanti dell’intesa. Ringrazio il presidente Giuseppe Conte per il supporto dato alla trattativa – ha concluso il ministro – E ringrazio i sindacati: insieme stiamo lavorando per il bene della scuola“.

I sindacati – erano presenti i comparti scuola di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda – e il governo hanno convenuto sull’opportunità di avviare l’iter del rinnovo del contratto collettivo di lavoro, scaduto nel dicembre scorso e il ministro Bussetti si è impegnato a garantire il recupero graduale nel triennio del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori. Conte e Bussetti, inoltre – era presente anche il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano – si sono impegnati, a nome del governo, a reperire ulteriori risorse finanziarie da destinare specificamente al personale scolastico in occasione della prossima legge di Bilancio proprio per avviare un percorso che permetta un graduale avvicinamento dei docenti italiani e del personale Ata alla media degli stipendi di quelli europei.

Sul fronte dell’università e della ricerca, il governo, secondo quanto si è appreso, si è impegnato a consentire una maggiore flessibilità nel’utilizzo del salario accessorio e ad incrementare il personale che svolge attività di ricerca e didattica. Sul fronte dell’autonomia differenziata, fortemente osteggiata dai sindacati della scuola con iniziative che vanno avanti da mesi, questi hanno ottenuto l’impegno a salvaguardare l’unità e l’identità culturale del sistema nazionale di istruzione e ricerca, garantendo un sistema di reclutamento uniforme e che tutto il personale abbia uno stesso contratto collettivo.

“Giornata o, meglio, notte impegnativa. Sono le 6 del mattino e si è appena conclusa una riunione fiume con i sindacati della scuola: istruzione e ricerca sono un comparto strategico per il Paese e una priorità di questo governo”, ha scritto il premier su Facebook quand’era ormai l’alba. “Consapevole di dover investire di più” nella scuola, “pur in un quadro di finanza pubblica che purtroppo ci pone dei vincoli, il governo si è impegnato a individuare le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti, assicurando un congruo incremento degli stipendi”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

La scuola pubblica non è un’azienda. E dobbiamo rendercene conto

next
Articolo Successivo

25 aprile, non prendetevela con i ragazzi se non hanno memoria

next