La musica di Spotify tiene compagnia mentre si fa sport o si viaggia, sono in molti a usarla che come sottofondo per addormentarsi. In questi casi sarebbe comodo avere un timer di spegnimento, come quello presente, ad esempio, nei televisori. Proprio questa novità sta per arrivare: l’azienda la sta testando nell’app per Android, con la funzione denominata Sleep Timer. Sarà molto semplice da usare: basterà impostare un timer per bloccare automaticamente la riproduzione dei brani al loro termine o dopo un periodo predefinito.

La novità è stata annunciata via Twitter e mostra come sarà il nuovo strumento. Si vedono 6 intervalli di tempo predefiniti per il timer: 5, 10, 15, 30, 45 e 60 minuti, oppure al termine del brano in esecuzione. Per adesso non ci sono informazioni ufficiali in merito alla pubblicazione in via definitiva di Sleep Timer, ma non dovrebbe mancare molto.

E’ un altro segnale dell’impegno dell’azienda nel voler migliorare il proprio servizio. Oltre a Sleep Timer, sarebbe interessante avere in Italia anche il nuovo abbonamento Spotify Premium Duo, pensato per le coppie che condividono la stessa residenza. Per ora è disponibile in via sperimentale solo in Irlanda, Danimarca, Polonia, Cile e Colombia.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Basta liste d’attesa per la Carta di Identità Elettronica, prenotazioni e foto online

prev
Articolo Successivo

Facebook, altri 540 milioni di dati di utenti finiti online. Non c’era alcuna protezione

next