Si chiama Giuseppe Pavone il dipendente del ministero di Giustizia in servizio presso la procura di Benevento arrestato questa mattina con l’accusa di accesso abusivo al sistema informatico: curiosava i nominativi degli indagati, i titoli di reato ed altre informazioni coperte da segreto per scopi ancora ignoti. Pavone è una vecchia conoscenza delle indagini beneventane: fu già arrestato nel giugno scorso con l’accusa di essere stato la talpa di Paolo Di Donato, il ‘re dei migranti’ finito ai domiciliari per gli illeciti scoperti intorno alla sua galassia di centri di accoglienza dei rifugiati.

Secondo la ricostruzione della Procura di Benevento guidata da Aldo Policastro ed accolta dal Gip di Napoli – questi reati sono di competenza distrettuale – Pavone avrebbe fornito notizie riservate non solo a Di Donato, ma anche ad altri soggetti che i carabinieri del Nucleo Investigativo di Benevento hanno accertato durante mesi di indagini successive alle misure cautelari dell’epoca.

Le intrusioni indebite nel registro generale delle notizie di reato sarebbero avvenute nel 2016. Pavone era fornito delle credenziali per accedervi. E le avrebbe usate al di fuori dei casi per i quali era autorizzato. Dalle carte del primo arresto e da successivi approfondimenti, si scoprì che Pavone nei periodi in cui si assentava dal lavoro per i benefici della 104, lavorava come corriere per negozi di occhiali. Sul suo profilo Facebook scrisse di appartenere “ai servizi segreti della Procura” (sic) e di aver fatto la scorta all’Antimafia di Catanzaro. Chissà se fosse vero.

Già nella prima ordinanza di arresto di Di Donato, si indicano sedici accessi abusivi di Pavone dal febbraio al maggio 2016. Il 28 settembre 2016 un’intercettazione ambientale nell’ufficio ricezione atti della Procura svela la confidenza esistente tra Pavone e Di Donato. L’imprenditore probabilmente già sa da tempo di essere indagato e vuole news sull’evoluzione del fascicolo, in teoria ancora segreto.

DI DONATO: ci sto sempre io o no?
PAVONE: abbassa la voce, Rame Carmelo, la proroga questi qua, Panzone Felice, Ouectati Elio
DI DONATO: e basta
PAVONE: Matarazzo Cosimo, De Toma Fulvio
DI DONATO: questi ci stanno sempre
PAVONE: questi hanno la proroga, gli altri stanno senza proroga
DI DONATO: ma ci stanno sempre
PAVONE: sì

La conversazione prosegue con ulteriori precisazioni, notizie su altri numeri di procedimento, nomi dei pm titolari, ipotesi di stralci e accorpamenti intorno alle indagini sul ‘sistema migranti’ a Benevento. Poi a dicembre Pavone scoprirà di essere anche lui tra gli indagati.

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