Nursultan Nazarbayev fa un passo indietro: il presidente del Kazakistan lascia l’incarico dopo quasi tre decenni di potere incontrastato: lo riferisce la testata online Meduza precisando che Nazarbayev, 78 anni, ha annunciato di ritirarsi dalla presidenza in un discorso alla nazione trasmesso in tv. La carica di presidente sarà ricoperta ad interim dal presidente del Senato Kasym- Zhomart Tokayev. Nazarbayev, in carica dal 1989, resta tuttavia a capo del Consiglio di sicurezza, incarico che può ricoprire a vita in base a un’apposita legge del 2018. L’ex presidente rimane inoltre alla testa del partito Nur Otan.

Le dimissioni sono una notizia “inaspettata e molto seria“, ha commentato la presidente del Consiglio della Federazione – il Senato russo – Valentina Matvienko, citata da RIA Novosti. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha fatto sapere che Vladimir Putin ha parlato al telefono con Nazarbayev, ma l’oggetto della conversazione al momento “non verrà diffuso”.

Il 21 febbraio Nazarbayev aveva fatto dimettere il governo “Prendo oggi una decisione importante per il nostro Paese – aveva detto – Credo che il governo debba dimettersi”, poiché secondo il capo dello Stato l’esecutivo non era riuscito a centrare alcuni degli obiettivi fissati nei programmi stabiliti dalla presidenza. In particolare la colpa dell’esecutivo sarebbe stata quella di non aver fatto crescere gli standard di vita e di non aver diversificato l’economia del Kazakistan, che dipende molto dagli idrocarburi, i cui prezzi in questi anni sono stati piuttosto instabili. Secondo il
presidente, inoltre, non ci sono abbastanza posti di lavoro e le piccole e medie imprese non sono diventate un fattore trainante dell’economia come lui si aspettava.

La mossa era arrivata nel pieno delle crescenti proteste scoppiate in tutto il Paese sulle condizioni di vita, scatenate dalla morte di cinque ragazzi bruciati all’interno della loro casa una notte in cui entrambi i genitori stavano facendo i turni di notte per sbarcare il lunario. Lo stesso giorno Nazarbayev aveva firmato il decreto che metteva fine al mandato iniziato nel 2016 del 55enne Bakytzhan Saghintaiev, che era considerato da alcuni analisti un possibile successore dell’attuale capo di Stato.

Tre giorni dopo, il 25 febbraio, il presidente aveva nominato Askar Mamin primo ministro. “Al governo sono stati dati i poteri necessari e ora deve adempiere ai suoi obblighi nei confronti del popolo, assumendosi le proprie responsabilità”, aveva detto ha dichiarato durante l’assemblea plenaria del Mazhilis, la camera kazaka.