“Al congresso di Verona non ci andrà nessuno del Movimento cinque stelle. È un congresso lontano anni luce dal Movimento, ci vede divisi dalla Lega. Non andiamo a festeggiare il Medioevo a Verona come purtroppo fa una parte di questo governo”. Le parole sono del vicepremier Luigi Di Maio, sono state pronunciate a Pomeriggio 5 e rappresentano la testimonianza plastica di come il conflitto all’interno del governo sul congresso mondiale delle famiglie in programma a Verona dal 29 al 31 marzo sia ben lungi dall’essere risolto.

La presa di posizione del capo politico del Movimento 5 Stelle, del resto, non sono equivocabili: “Con Salvini e la Lega condividiamo il contratto di governo e stiamo facendo delle cose importanti insieme – ha detto il vicepremier – ma a Verona non ci andrà mai nessuno del M5S, proprio per la considerazione che hanno della donna da Medioevo. Anche perché svilire il ruolo della donna può portare poi a gesti assurdi”. Durante la trasmissione condotta da Barbara D’Urso, su Canale 5, Di Maio ha ripreso le parole del segretario di Stato Pietro Parolin: “Anche per me la famiglia è sacra, però – ha concluso – non vorrei mai sedermi allo stesso tavolo con quelle persone che pensano certe cose della donna e definiscono ‘cannibali‘ quelle che praticano l’aborto”. Per Di Maio, invece, il modo per dare una mano ai nuclei familiari è ben altro: “Io ho il dovere nei prossimi mesi di aiutare le famiglie che fanno i figli, anche con strumenti come il coefficiente familiare. Le giovani famiglie italiane – ha detto il ministro del Lavoro – non hanno gli stessi aiuti che hanno negli altri paesi: mettiamoci a lavorare su questo anziché festeggiare a Verona”.

Temi e soprattutto toni diametralmente opposti da quelli usati, ad esempio, dal ministro dell’Istruzione Bussetti, che ha affermato di “aver accettato ben volentieri” l’invito al Family Day di Verona. Il titolare del Miur ha rispedito al mittente la tesi secondo cui la partecipazione dei ministri leghisti all’appuntamento rappresenti una rottura definitiva con il M5s. “È un’occasione per discutere di alcuni temi e lo faremo con grande serenità e tranquillità” ha sottolineato Bussetti, che ha spiegato di andare a Verona “perché sono stato invitato e partecipo volentieri su un tema che per me è molto caro”. Diametralmente opposta la posizione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: “A Verona ci sono ospiti che hanno sostenuto nei propri Paesi leggi aberranti – ha detto – io non andrei mai come persona o come esponente delle istituzioni. La Lega andrà? Non commento cosa fanno gli altri, non voglio alimentare polemiche“.

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