Almeno due procure della Repubblica, quelle di Roma e Siracusa, stanno passando al lentino la sequenza di fatti che nel gennaio scorso hanno portato all’omesso sbarco dei 15 minori naufraghi che erano a bordo della Sea Watch al largo di Siracusa e al trasferimento notturno della nave olandese a Catania. Lo riferisce il quotidiano della Cei, Avvenire, che nei giorni scorsi aveva rivelato come sulla vicenda i ministeri competenti, Interno e Trasporti, avessero opposto il “segreto di Stato”, dopo che il Viminale aveva escluso che fosse mai stato emesso alcun ordine di stop alle navi umanitarie né, tanto meno, alcun divieto di sbarco.

“Una barriera contro cui è disposta a fare breccia la giunta di Siracusa, che si dichiara pronta ad andare davanti ai magistrati per riferire tutte le anomalie registrate a fine gennaio”, scrive il quotidiano dei vescovi in edicola domenica 10 marzo. Aggiungendo che le inchieste riguardano non solo la Sea Watch, “ma anche altri sbarchi con le navi umanitarie costrette al largo per giorni prima di poter mettere al sicuro, sulla terraferma, i naufraghi scampati ai lager libici e alle tempeste”. Il primo cittadino di Siracusa, Francesco Italia, ha sottolineato ad Avvenire che “ciò che ha caratterizzato tutta la vicenda è stata proprio l’assenza di risposte formali”, invece “in tutti gli sbarchi avvenuti precedentemente i minori sono sempre stati accolti nelle strutture di II livello, senza che ciò creasse alcun problema”. Indizi che hanno fatto affermare nettamente al sindaco che “si è trattato di decisioni di tipo politico“.

Sulla vicenda in serata è tornato il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali che nei giorni dello stop forzato a Siracusa, insieme ad altri parlamentari, aveva forzato il blocco delle forze dell’ordine e salì a bordo della nave della Ong tedesca. “Esigiamo verità e chiarezza su quello che è accaduto attorno alla vicenda di Sea Watch3. Vogliamo sapere perché e chi ha dato l’ordine di fermare quella nave davanti a Siracusa, senza che ci fossero atti formali predisposti a farlo. Dal Viminale e dal Ministero dei Trasporti addirittura opposto il segreto di Stato”, ha detto a margine dei lavori dell’assemblea nazionale del partito in corso a Roma. “Ci auguriamo che rapidamente, in Parlamento e fuori dal Parlamento se necessario, la verità arrivi e sia consentito a tutti di sapere chi ha deciso, con quale catena di comando e sulla base di quali norme è stata operato quel blocco vergognoso per un Paese civile”, aggiunge.