“Vi è un ampio consenso tra le forze politiche rappresentate alla Camera dei deputati italiana per operare attivamente con gli altri partner del Consiglio d’Europa affinché sia superato il regime di sanzioni adottato nel 2014″. Nel primo discorso di un presidente della Camera alla Duma, Roberto Fico apre a una revisione delle sanzioni imposte cinque anni fa sia dagli Usa che dall’Unione Europea nei confronti di Mosca, quando venne stabilita la sospensione del diritto di voto e delle altre prerogative della delegazione parlamentare russa nell’Assemblea del Consiglio d’Europa.

“L’Italia considera la dimensione del dialogo parlamentare un terreno cruciale per la concreta promozione di questi principi”, ha detto Fico nel corso del suo intervento. “Riteniamo – ha aggiunto – che la presenza dei colleghi del Parlamento russo in seno all’Assemblea parlamentare sia di fondamentale importanza per il raggiungimento degli obiettivi alla base del Consiglio d’Europa. Se così non fosse, negheremmo il senso stesso di un luogo di dialogo interparlamentare specificamente incentrato sui diritti fondamentali e sullo stato di diritto”. L’obbiettivo stesso dell’Assemblea parlamentare, ha ricordato il presidente della Camera, è “fare sì che tutti i Paesi che vi partecipano si evolvano, migliorino sé stessi, convergano verso standard sempre più elevati della cultura dei diritti, facciano concreti passi in avanti in tutti gli ambiti in cui scontano un ritardo”.

Definendosi un “convinto sostenitore” del “senso storico, culturale e politico dell’Unione Europea e della necessità che essa, unita, continui il suo percorso di dialogo e di cooperazione con la Federazione Russa”, Fico ha aggiunto che “la prospettiva è quella di uno spazio internazionale la cui cifra non sia più quella della contrapposizione fra blocchi o fra Paesi, bensì quella della cooperazione sulla base dei valori e dei principi che accomunano i nostri popoli e che fondano le organizzazioni internazionali di cui siamo parte”.

Davanti alla camera bassa dell’Assemblea federale russa, in occasione dell’apertura della 16esima riunione della Grande Commissione interparlamentare italo-russa, Fico poi spiegato che “nelle varie aree di crisi, come ovunque nel mondo, è necessario ribadire che la cogenza del diritto internazionale è un valore irrinunciabile, ma soprattutto inflessibile: è compito di tutti noi interpretarlo e chiederne l’applicazione in modo uniforme in tutti i casi in cui se ne presenti la necessità, senza auto indulgenza e rimanendo sempre coerenti con noi stessi”.

Il suo discorso si è poi incentrato sul legame tra il “progresso nella cooperazione economica” e della “politica internazionale” che non possono “mai essere disgiunto dall’avanzamento di ciascuno di noi sul terreno dei diritti umani e della democrazia”, ha detto. “La libera espressione del pensiero, la piena tutela del pluralismo politico, il rispetto delle minoranze, il rafforzamento costante delle garanzie e dei principi dello Stato di diritto, la difesa della dignità umana – ha concluso – sono valori irrinunciabili e progressivi, che precedono qualsiasi altra forma di cooperazione, sia essa economica o di lotta comune per la sicurezza”.

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