A dicembre il governo aveva rimandato la decisione. Ora con l’astensione decisiva dei suoi due maggiori azionisti, M5s e Lega, la Camera ha approvato una mozione di Fratelli d’Italia contro il Global compact secondo cui il documento Onu sulle migrazioni non s’ha da approvare. Presentato a prima firma del capogruppo Francesco Lollobrigida, il testo ha ottenuto il via libera dell’aula di Montecitorio con il voto favorevole di Fdi e di Fi. Nel nono capoverso della mozione “in materia di contrasto dell’immigrazione clandestina e della mafia nigeriana”, approvata con 112 voti a favore, 102 contrari (quelli del Partito Democratico e di Liberi e Uguali) e l’astensione di 262 deputati, si impegna il governo “a non sottoscrivere il Global Compact for save, orderly and regular migration (da non confondere con il documento delle Nazioni Unite sui rifugiati, ndr) e a non contribuire in alcun modo al relativo trust fund“.

La parte del testo di Fdi che ha ottenuto l’ok prevede, inoltre, l’impegno per il governo “ad adottare iniziative per a garantire la immediata creazione di hotspot nei Paesi del Nordafrica per l’esame di domande di asilo”, a “porre il tema di quello che appare ai firmatari del presente atto un approccio neocoloniale francese nei confronti dell’Africa e del franco CFA all’attenzione delle Istituzioni europee” e a “disporre l’invio di un contingente militare nella zona di Castel Volturno a supporto della altre forze di polizia nella lotta alla mafia nigeriana”, misura in favore della quale ha votato anche il Pd. Non è passata, invece, la parte in cui si proponeva la creazione di un “blocco navale” davanti alle coste della Libia.

Il voto ha aperto una piccola crepa nello schieramento pentastellato. Giuseppe Brescia, Valentina Corneli e Doriana Sarli hanno votato contro la parte della mozione che impegna il governo “a non sottoscrivere il Global Compact”, dissociandosi dalla decisione del Movimento di astenersi e permettere alla mozione di essere approvata. Il dissenso del M5s è stato manifestato in Aula anche da altri deputati M5s come Gilda Sportiello che è andata via polemicamente.

“Ho votato in dissenso – ha fatto sapere Doriana Sarli – perché imporre al governo l’impegno di non firmare il Global Compact è una cosa per me assolutamente sbagliata. E’ una cosa che avevamo rinviato perché non trovavamo un accordo con l’altra parte del governo, ma non si era deciso di votare no a firmare il Global Compact. Eravamo ancora in un limbo, che a me non piaceva, perché – ha concluso – sono per il sì al Global Compact”.

L’esito del voto è stato accolto con un misto di ironia (Pd e Leu) e l’ovvia soddisfazione di Fdi, che la mozione l’aveva voluta e imposta, anche in sede di discussione alla capigruppo. “Grazie al M5s  – ha commentato su Twitter il presidente del Pd Matteo Orfini – alla Camera passa una mozione che boccia il Global compact e che chiede un blocco navale davanti alla Libia. Quindi mi correggo: i grillini non sono di destra come dico sempre. Sono di estrema destra“.

“L’Italia è priva di una politica estera ed è sempre più isolata sullo scenario internazionale – afferma in una nota la parlamentare di LeU Laura Boldrini – Una maggioranza paralizzata dalle sue divisioni e incapace di decidere consente, astenendosi dal voto alla Camera, di far passare il no di Fratelli d’Italia e Forza Italia al global compact sulle politiche migratorie. Governare vuol dire assumersi le proprie responsabilità, non delegarle ad altri”.

In aula è intervenuto anche Erasmo Palazzotto (Leu) che, alla luce di quanto avvenuto poco prima, ha chiesto che il governo riferisca in aula sull’accaduto. “Anche noi siamo d’accordo sul fatto che il governo venga a riferire in aula – ha chiosato la presidente di Fdi, Giorgia Meloni – ma fino a quando il governo non viene a riferire e non trova una posizione comune, noi di Fdi siamo contenti che alla Camera ci sia qualcuno che riesce a far approvare quello che davvero gli italiani si aspettano dal Parlamento”.

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