Difficoltà a entrare nel sistema e lentezza nel veder registrare la propria preferenza, ma pure l’indecisione sulla migliore opzione da scegliere tenendo presente il futuro del governo Lega-M5s. Nel giorno del voto sulla piattaforma Rousseau in merito al caso Diciotti, il dibattito è molto acceso tra gli iscritti sul Blog delle Stelle, ma pure tra parlamentari ed eletti di ogni rango nel Movimento. Nei commenti si mettono sotto accusa soprattutto la scarsa chiarezza del quesito, ma anche la lentezza delle procedure che ha portato a far slittare la chiusura delle urne dalle 19 alle 21.30. In rete e tra gli eletti (la senatrice Elena Fattori in primis) non manca anche chi polemizza sui 300 euro che ogni mese i parlamentari M5s donano all’associazione Rousseau (98mila euro in totale ogni mese) e che non sono bastati per rendere efficiente il sistema. Inoltre rimane il nodo mai sciolto della mancanza di certificazione da parte di un ente terzo: la società certificata era stata utilizzata nella prima votazione per scegliere il candidato M5s a presidente della Repubblica nel 2013 e poi, nonostante le pressioni di alcuni dissidenti, non se ne è mai più parlato. Proprio questo punto continua a essere evocato dalla corrente più polemica dentro il Movimento. Rimane da vedere quanto sarà l’affluenza, dato che sarà significativo anche per pesare il risultato: secondo le ultime cifre ufficiali fornite dall’associazione Rousseau, il 18 dicembre scorso è stata superata la boa dei 100mila iscritti. Oggi sono autorizzati a votare coloro che hanno fatto richiesta di iscrizione almeno sei mesi fa.

Il dibattito è molto acceso anche tra i parlamentari, da chi ritiene che non si sarebbe dovuti finire a decidere con una consultazione online a chi invece pensa che sia “una prova di democrazia“. Il senatore M5s Alberto Airola ha anche raccontato di aver avuto molte difficoltà a votare: “Ho votato su Rousseau”, ha detto a Un giorno da pecora, “ci ho provato verso le 14 ma era impossibile accedere al sito, poi sono riuscito a votare, ci ho provato per tre o quattro volte, un po’ come quando provi a chiamare più volte qualcuno che sta sempre al telefono. E, comunque, il voto è stato prorogato fino alle 21.30. Lei cosa ha votato? Ho votato no, sono favorevole, per un principio del M5S, non tradiamo la nostra identità che come principio è fondante. Poi mi adeguerò alle motivazioni del blog, come ho sempre fatto”. La collega dissidente Elena Fattori si è invece lamentata per i finanziamenti che vengono dati ogni mese all’associazione Rousseau “con scarsi risultati”: “L’associazione Rousseau usufruisce di 90.000 euro di soldi pubblici, versati dai parlamentari, dal mese di Marzo 2018. Quindi ha ottenuto circa un milione di euro per implementare la piattaforma. Ad oggi non è dato di avere né una fattura o una ricevuta del versamento né un rendiconto puntuale di come sono stati impiegati questi soldi. Almeno dovrebbe funzionare come un orologio svizzero. Non riesco neanche a connettermi”. Quindi in un post scriptum la parlamentare ha rincarato: “Tutti i mesi verso 300 euro e chiedo gentilmente, internamente, una fattura e il rendiconto. Mai ottenuto risposta. Quindi astenersi dal dire ‘i panni sporchi si lavano in casa’ o ‘questi discorsi fateli internamente’ perché non funziona”. Tra le testimonianze critiche c’è anche quella di Dora Palumbo, ex consigliera comunale M5s a Bologna che ha lasciato il Movimento a giugno scorso in segno di polemica per la nascita del governo con la Lega, che ha detto di essere riuscita a votare nel sistema perché evidentemente non è ancora stata cancellata.

Solo ieri sera a lanciare un avvertimento ai 5 stelle era stato l’hacker rogue0, già protagonista di varie incursioni ‘cibernetiche’ nella piattaforma. In un messaggio postato su Twitter, rispondendo a un post dell’account del Movimento aveva scritto: “Nessun allarmismo cari amici di #Rousseau! Mandar a processo il povero Cristo evaristegal0is è stato facile, ripetervi per il Capitano della Marina di Sua Maestà de Sti… non sarà quindi così complicato. Venghino signori venghino, votate”.

Oggi sono stati comunque tanti i commenti sul Blog delle Stelle, da chi si lamenta per i ritardi e le difficoltà a chi invece commenta comunicando il proprio risultato. “Non riesco, come c..o devo fare?”, scrive un utente. “La prossima volta gazebo, carta e penna e già che ci siamo pure la clava”, ironizza un altro, “una mattinata per votare e non ci sono riuscito. Rinuncio”. Poi l’utente Mario Iantorno: “Impossibile votare, al momento di passare sulla pagina, mi chiede mail e pass che metto cottettamente… ma dice che e’ sbagliato…. ho fatto il recupero password, riprovato ad accedere, ma diche che la mia mail non esiste… ma che buffonata è?”.

“Non volete che voti? Me ne farò una ragione”, scrive Giovanni, mentre qualcuno dà consigli tecnici: “Provate a disinstallare e reinstallare il vostro browser senza estensioni e a disattivare firewall e antivirus e riavviate il computer”. C’è poi chi teme un sabotaggio in corso viste le difficoltà a caricare la pagina. “Ho il sospetto -scrive Ferdinando – che il sito sia stato hackerato. Dopo mezz’ora di tentativi sono entrato nel sito senza sms di conferma; cosa molto strana. Ancora più strano che votando ritornava più volte alla domanda iniziale invece di confermare il voto. Sono rientrato dopo un’ora e mi diceva hai già votato: senza conferma? Annullate la votazione e fatela rifare nei prossimi giorni – propone ignorando che la Giunta per le immunità si pronuncerà domani – Io comunque ho votato SI”. A lui risponde un altro attivista che si firma Many: “Sì ancora gli hacker di questa cippa! Bastava decidere di inviare email con posta certificata con voto e poi fare un riscontro! Bastava introdurre un metodo di riscontro del voto che rimanesse nella posta elettronica del votante! Invece tutto molto confuso e mal funzionante! Ma si sa, ci sono gli hacker…”.

Gli attivisti litigano anche tra loro, lanciando accuse di trollaggio ‘incrociate’: “Scrivi così perché sei un troll!”, sbotta un attivista all’ennesima lamentela di un altro iscritto: “Troll sarai te, non ti permettere – risponde l’altro – sono iscritto dal 2007!”. “Ecco i geni che dovrebbero curare la digitalizzazione dell’Italia – scrive Mc – tutte chiacchiere e distintivo”. Non mancano poi le polemiche per come è stato posto il quesito. “Sono passate quasi 5 ore e ancora molti di noi non riescono a votare – lamenta un militante – Oltre ad un quesito degno della vecchia politica, abbiamo persone che dimensionano banda e server senza considerare i picchi. Se fosse un attacco, ci sarebbe da licenziare il capo della sicurezza. Una serie di figure barbine per cui non ci sono parole”.

Tra i tanti, anche chi rinuncia: “Avevo deciso di votare – scrive Paolo – ma mi sono accorto di essere preso in giro! Perché fare la domanda al contrario come fanno generalmente nei referendum dove se voti sì è no e se voti no è sì? Non mi piace ‘sta cosa neanche un po’. Sa di truffa o meglio, se volete che Salvini venga processato, scrivetelo apertamente, probabilmente se verrà processato e magari assolto farete una sola figuraccia e non questa che evidentemente è stata architettata a dovere”. Per Stefano “il quesito è fuorviante e la pezza è peggio del buco”, dice riferendosi al ‘ritoccò alla formula introdotta questa mattina, in zona Cesarini. “Ragazzi, non perdete tempo, non vi incazzate – scrive ‘iomio’ – tanto lo scrutinio dei voti lo fa Casaleggio…”.