Carrefour Italia ha presentato un “piano di trasformazione” quadriennale che prevede 400 milioni per lo sviluppo della rete di supermercati ma anche fino a 590 esuberi, il 4% della forza lavoro. Il gruppo ha fatto sapere di voler “minimizzare l’effettivo numero di esuberi, che verranno gestiti su base volontaria“. La UILTuCS ritiene “sbagliata e contraddittoria la scelta di ridurre gli organici” e ha dichiarato “l’indisponibilità a ridurre i salari già bassi delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Il gruppo della grande distribuzione nel presentare il piano ai sindacati ha annunciato che cercherà opportunità di ricollocamento interno ed esterno del personale anche attraverso l’”incentivazione all’imprenditorialità” da proporre ad alcuni dipendenti coinvolti nel piano, qualora ne esprimessero l’interesse, per un affiancamento ad avviare una propria attività imprenditoriale in franchising a marchio Carrefour.

Il progetto di trasformazione, che punta a “rafforzare la presenza nelle principali regioni di business”, include una revisione del modello iper, da anni in difficoltà per la crisi dei consumi di prodotti non alimentari. Non è prevista la chiusura di punti vendita ma la riduzione della superficie di vendita di 5 dei 51 presenti In Italia: Marcon (Venezia), Tavagnacco (Udine), Grugliasco (Torino), Casalecchio sul Reno (Bologna), Roma-La Romanina. Inoltre sarà riorganizzata la sede centrale di Milano, dando origine a circa un terzo dei 590 esuberi totali.

Il gruppo francese ha un fatturato globale di 5,51 miliardi di euro (2017) e opera in Italia con 1.076 punti vendita suddivisi in 51 ipermercati, 410 supermercati Carrefour Market (di cui 213 diretti e 197 franchising), 601 punti vendita di prossimità Carrefour Express (174 diretti e 427 franchising) e 14 Cash and Carry. E’ presente in 18 regioni e oggi impiega nella Penisola circa 18mila collaboratori.

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