L’analisi costi-benefici sul Tav, dopo settimane di attese e polemiche, è stata consegnata agli esponenti del governo e pubblicata online. Ma, anche alla luce del dossier negativo del ministro dei Trasporti, le posizioni dei soci di governo non cambiano. In mattinata c’è stato un vertice lampo a Palazzo Chigi: Luigi Di Maio non si è nemmeno presentato; Matteo Salvini prima ha preso tempo dicendo di non aver letto il documento, poi in serata, prima di vedere i parlamentari del Carroccio, ha detto: “Chi l’ha letta mi dice che ci sono dati un po’ strani che ci confermano l’idea di andare avanti”. E ha anche ribadito di essere favorevole a un referendum. A lui ha replicato a diMartedì Alessandro Di Battista: “E’ questa è una posizione ideologica, non concreta. La legga, l’analisi”, ha detto. Per poi aggiungere: “Sono convinto che Di Maio e Conte troveranno una soluzione”.

Per tutto il resto della giornata è continuato lo scontro tra il fronte dei pro e quello dei contrari. Sul tema è intervenuto a distanza anche il premier Giuseppe Conte. Parlando di fronte alla plenaria del Parlamento Ue, ha giustificato la decisione di prendere ancora tempo per studiare l’impatto della grande opera: “La Tav è vero che è un progetto già varato e di interesse europeo, è vero”, ha detto rispondendo a una domanda del conservatore Manfred Weber. “Ma il governo ha ritenuto che è corretto nei confronti dei cittadini, tanto più se le valutazioni che giustificano quell’opera risalgono a 25 anni fa, di riaggiornare tali valutazioni. E allora abbiamo deciso di procedere con un’analisi costi-benefici”. Alla fine della giornata, quello che è chiaro è che l’alta velocità Italia-Francia rischia di essere il nodo su cui il governo può davvero spaccarsi.

Il documento è destinato a provocare numerose polemiche. Il 13 febbraio il presidente della commissione incaricata dal governo di stilare l’analisi, Marco Ponti, sarà audito alla Camera. Intanto uno dei sei professore, Pierluigi Coppola, dopo essersi rifiutato di firmare il documento insieme agli altri cinque colleghi, ha deciso di consegnare una nota con ulteriori elementi di valutazione al ministero.

Oggi per i 5 stelle si è esposto naturalmente il ministro Danilo Toninelli: “I numeri dell’analisi economica e trasportistica sono estremamente negativi, direi impietosi“. Dal Carroccio intanto sono arrivati segnali di chiusura totale: “Su diverse modalità di attuazione della Tav” si “può ragionare” mentre “non realizzarla non la ritengo un’ipotesi percorribile”, ha detto il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, ospite di SkyTg24. “E’ un’analisi tecnica come altre, non è il vangelo. Prima di mandare a monte la Tav ci penserei bene”. Uno spazio di manovra esiste, anche se limitato: “Ci sono argomenti su cui potremmo discutere e discuteremo attorno a un tavolo: troveremo una sintesi di buonsenso”, ha aggiunto il sottosegretario leghista alle Infrastrutture Armando Siri. Che ha anche definito “un po’ fuori luogo”, in chiave di politica ambientale, valutare come costi i mancati incassi da accise e pedaggi. Ad ogni modo, sottolinea, “è la politica a fare le scelte strategiche e di contesto. Sarebbe un peccato perdere un’occasione così importante”.

Critiche anche dal Comité Transalpine Lyon-Turin, secondo cui l’analisi costi-benefici sulla Tav è “straordinariamente di parte”: “Minimizzando i benefici ambientali colossali, si iscrive nella colonna dei costi il mancato introito che rappresenterebbe per lo Stato italiano una diminuzione importante delle tasse sul carburante e dei pedaggi autostradali. Per sintetizzare meno ci saranno mezzi pesanti e auto sulle Alpi, più il rapporto costi-benefici sarà negativo. Un ragionamento che pesa almeno quanto il Co2” che rappresenta. Per il commissario straordinario per la Tav Paolo Foietta, “lo studio in questo momento da farsa corre il rischio di trasformarsi in truffa. Certo, devo leggere ed esaminare ancora bene le carte, ma ci sono oggettivi elementi di debolezza: costi gonfiati, benefici sottodimensionati e le accise come elemento centrale”. A distanza gli ha replicato Marco Ponti, capo della commissione per l’analisi costi-benefici del Tav: “Il commissario Foietta è pagato, perde lo stipendio, è umano. Ed è comprensibile che sia molto nervoso”. Foietta, ha continuato Ponti, “non è un economista e non fa questo tipo di analisi costi-benefici. Ma qualche cautela in più da una persona che è in palese conflitto di interessi la userei”. Il professore ha anche detto: “L’ordine di grandezza dei costi e delle previsioni del traffico della Tav Torino-Lione “li conoscevo ben prima di fare questa analisi, come li conoscevano tutti. E io non ero, come non lo era nessuno dei miei collaboratori, un No Tav ideologico, ero un No Tav vedendo i costi e il traffico“.

Vertice lampo senza Di Maio – Dopo il forfait di ieri notte, il premier Giuseppe Conte ha convocato un vertice lampo a Palazzo Chigi con al centro il dossier sul Tav e il caso Venezuela. Presenti il vicepremier Matteo Salvini, il ministro per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Assente il vicepremier Luigi Di Maio, rimasto al Mise. Un’assenza fondamentale quella del leader del M5s che ha avuto l’effetto di boicottare il summit di Palazzo Chigi, Dove infatti – secondo fonti qualificate – non si è parlato della linea dell’alta velocità. Arrivando alla riunione il ministro dell’Interno ha detto ai cronisti: “Non ho ancora letto il dossier“. Dal vertice è arrivata solo una decisione sul Venezuela: M5s e Lega impegnano il governo “a sostenere gli sforzi diplomatici anche attraverso la partecipazione a fori multilaterali, al fine di procedere, nei tempi più rapidi, alla convocazione di nuove elezioni presidenziali che siano libere credibili e in conformità con l’ordinamento costituzionale”.

Toninelli: “Numeri negativi e impietosi” –  Ovviamente, però, la notizia del giorno è la pubblicazione dell’analisi costi benefici. “Come ciascuno adesso può vedere da sé, i numeri dell’analisi economica e trasportistica sono estremamente negativi, direi impietosi: stiamo parlando di costi che, su un trentennio di esercizio dell’opera, superano i benefici di quasi 8 miliardi, tenendo conto del solo esborso per il completamento”, dice il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. “Una cifra che – continua il ministro– scende appena a 7 miliardi se si considera uno scenario più ‘realistico’ di crescita dell’economia, dei traffici e di cambio modale. Secondo il soggetto proponente, grazie alla nuova linea i flussi di merci su ferro dovrebbero moltiplicarsi magicamente di ben 25 volte da qui al 2059. In realtà, i numeri ci dicono che dovremmo spendere oltre 5 miliardi di fondi pubblici per spostare dalla strada alla ferrovia, se va bene, 2mila o 3mila tir al giorno, quando sulla Tangenziale di Torino, per dare un termine di paragone, passano quotidianamente 60mila mezzi pesanti. Voglio ribadirlo: Lione è una bellissima città, ma è evidente che ci siano altre priorità infrastrutturali in questo Paese”. Il ministro del M5s ricorda dunque alla Lega che “nel Contratto di Governo abbiamo scritto che bisogna ‘ridiscutere integralmente’, e sottolineo ‘integralmente’, il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia.  La decisione finale, come è naturale che sia, spetta ora al Governo stesso nella sua piena collegialità”.

Cosa c’è nell’Analisi –  Il Fatto Quotidiano ha pubblicato in esclusiva con uno speciale i contenuti del dossier (leggi) . L’analisi costi-benefici sulla Torino-Lione commissionata dal governo parla nel migliore dei casi di un effetto negativo (sbilancio tra costi-benefici) di 5,7 miliardi; nel peggiore di 8 miliardi; in quello “realistico” si arriva a 7 miliardi. Oggi il dossier sarà accessibile a tutti: la “relazione verrà pubblicata sul sito” del Mit, ha annunciato il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli, spiegando che già ieri è stata consegnata ai vicepremier Di Maio e Salvini. “Finalmente, potrà partire un dibattito pubblico talmente importante, a partire dai numeri”, sottolineava Toninelli. E si potrà capire “quanto ci costa, quanti sono i benefici. E non si creeranno opinioni su giudizi ma su dati scientifici”. “Sulla Tav c’è bisogno di finire quello che abbiamo cominciato –  aveva detto ieri il leader del Carroccio – certo non perché ce lo dicono i francesi, ma perché serve agli italiani“.

No Tav: “Ora smilitarizzare cantiere”- Ovviamente la pubblicazione dell’analisi ha provocato diverse reazioni. A cominciare dai No Tav. “Mentre leggiamo con attenzione l’analisi, vogliamo portarci avanti e chiediamo da subito: la smilitarizzazione del cantiere e la rimozione dei vertici di Telt e dell’Osservatorio. Noi l’analisi e il risultato lo abbiamo chiaro da quasi 30 anni, da quando iniziammo a opporci ad un’opera inutile, dannosa, imposta con la forza. Ogni euro usato per la Tav è un euro rubato alle necessità del Paese”, scrivono sulla pagina facebook Notavinfo. Ovviamente di segno opposto il commento del commissario straordinario per l’Asse Ferroviario Torino-Lione, Paolo Foietta, che dice: “Mi riservo di vedere nel dettaglio i numeri, ma dalle prime indicazioni mi sembra che dalla farsa si è passati alla truffa. È una analisi truffa realizzata per far quadrare i conti in base a quello che vuole il padrone”. Secondo Foietta “i costi sono ampiamente gonfiati, mentre c’è una enorme sottovalutazione dei benefici ambientali e sociali”. “Quello è pagato, io no, gli farò causa, ma ormai non merita nemmeno che gli faccia causa quel signore lì”, dice il professor Marco Ponti, capo del gruppo di esperti sull’analisi costi-benefici della Tav. Il leader di Confidustria, Vincenzo Boccia, auspica “che il Governo abbia una unica e grande priorità: l’occupazione, il lavoro. L’apertura di questi cantieri a regime determina 50mila posti di lavoro. Se per il governo questo basta…A noi basta come analisi costi-opportunità, in una fase delicata per l’economia, in cui va messo al centro il lavoro. E’ una grande occasione per dare lavoro a 50mila persone. Io l’analisi già l’ho fatta: ho dato un dato, a noi basta”.

Pd, Fdi, Fi: “Analisi bufala”-  Su twitter duello tra vicepresidenti della Camera. “Perdita di benessere” a causa della Tav? Alle balle di Toninelli non crede più nessuno. Chi attenta a benessere italiani è proprio M5S, che ha portato Paese in recessione, falcidiato posti di lavoro, colpito famiglie con più tasse e riempito di debiti le future generazioni”, scrive Mara Carfagna di Forza Italia.”E le balle che raccontate voi da decenni agli italiani? I danni economici veri sono quelli lasciati dal ventennio berlusconiano. L’analisi costi-benefici stronca il Tav: il costo 12 mld, perdita 7-8 mld e i benefici 800 mln. I vantaggi ambientali sono irrisori!”, risponde Maria Edera Spadoni del M5s. “Ora è chiaro chi vuol mettere il Piemonte in un angolo“, dice il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino. “Si delinea uno scenario che rischia di penalizzare pesantemente l’economia, lo sviluppo e la condizione ambientale delle nostre regioni . Ora il governo si assuma la responsabilità di decidere, anche se temo di non sbagliare dicendo che farà, su opposte sponde, solo campagna elettorale”.

Firmano 5 esperti su 6. Ministero: “Non ha mai lavorato ad analisi” – L’analisi costi benefici sulla Tav “pubblicata su Fatto Quotidiano si conferma una gigantesca bufala” scrive su Facebook l’ex senatore del Pd, Stefano Esposito che aggiunge: “Basta un dato per dimostrarlo: ogni tonnellata di Co2 in meno vale 90 euro di benefici e 400 euro di costi. Con tanti saluti all’ambiente e festa per petrolieri e concessionari”. “L’analisi costi-benefici sulla Tav è una buffonata degna solo del Movimento 5 Stelle. I grillini non insultino l’intelligenza degli italiani, dicano semplicemente che sono contrari alla Tav e a tutte le grandi opere per ragioni ideologiche e ci risparmino queste prese in giro”, dice Giorgia Meloni.“La linea del Governo sulla Tav, come le tante opere infrastrutturali bloccate, è assolutamente sbagliata. Abbiamo bisogno di far ripartire i cantieri, i lavori – dice la leader della Cisl, Annamaria Furlan. nelle infrastrutture per collegare il Sud al Nord e il Nord con tutta l’Europa. Solo così potremo essere un Paese competitivo nella qualità”. Il deputato del Pd Davide Gariglio fa notare come l’analisi riporti “la firma di cinque commissari. Il sesto, l’ingegnere Pierluigi Coppola, non ha sottoscritto il documento. Coppola, sostiene il dem, era “l’unico esperto neutrale presente tra i commissari scelti dal ministro Toninelli, che si è peraltro apertamente dissociato dai risultati finali“. In realtà fonti del ministero precisano che “il professor Pierluigi Coppola non ha partecipato, in specifico, alla stesura delle relazione sulla analisi costi-benefici sulla Tav Torino-Lione”.