La Lega perde terreno ma si conferma il primo partito con il 34,4% delle preferenze, stabile il Movimento 5 stelle, mentre crolla ai minimi storici il Partito democratico. È la fotografia degli ultimi sondaggi Ipsos realizzati per il Corriere della Sera, a meno di quattro mesi dalle elezioni Europee. A vincere, per ora, è però l’astensione: il 42,5% degli intervistati, infatti, si dichiara indeciso oppure afferma che non andrà alle urne. Rispetto alle interviste di gennaio, cresce Forza Italia, che oggi raccogliere l’8,1% delle preferenze. Con il partito di Silvio Berlusconi sale anche Più Europa, vicino alla soglia di sbarramento, ma arrivata al 4,2%.

In testa in ogni caso resta il Carroccio, nonostante un lieve calo dell’1,4% rispetto ai precedenti sondaggi. Al secondo posto ancora M5s al 25,4%, mentre calano le preferenze per i democratici: solo il 16,1% degli italiani li voterebbe se le Europee si tenessero oggi. Nel 2014, nel pieno del renzismo, erano il primo partito con il 40,2%. Le altre forze politiche, invece, a oggi non riuscirebbero a entrare nel prossimo Parlamento: Fratelli d’Italia si attesta al 3,6%, Noi con l’Italia allo 0,8% e Liberi e Uguali al 2,2%.

Al voto di maggio manca però tempo e gli schieramenti potrebbero recuperare consensi nell’ampio bacino degli indecisi. Secondo quanto rilevato la disaffezione è più diffusa tra le donne e gli studenti, anche se proprio questi ultimi sono i più fiduciosi nei confronti dell’Unione europea. Il 52% dei non votanti, inoltre, afferma di informarsi solamente tramite la televisione. Alto tasso di astensione anche tra i laureati: il 42% non andrebbe alle urne o lascerebbe la scheda bianca. A oggi, stando all’istituto guidato da Nando Pagnoncelli, l’astensione penalizza soprattutto Pd e M5s che perdono un elettore su quattro di quelli guadagnati con le elezioni del 4 marzo. Mentre l’elettorato del partito di Matteo Salvini è invece più fedele: solo il 7% si asterrebbe.

La maggior parte degli italiani, circa il 55%, inoltre, dichiara di non aver fiducia nell’Unione europea o di averne poca. Poco più di un terzo, invece, dichiara di aver fiducia nell’istituzione. Di questi il 12% è rappresentato da euro-entusiasti, mentre il 24% è euro-tiepido. Il sentimento di fiducia prevale tra gli studenti, tra gli elettori di centrosinistra (74%) e tra coloro che si informano prevalentemente tramite i giornali.

E cambia il sentimento degli italiani anche nei confronti dei paesi esteri. Secondo un sondaggio realizzato da Demos & Pi per Repubblica, rispetto al 2014 cresce la voglia di isolamento e cala, invece, la stima verso gli altri. In particolare è evidente il disincanto verso la Francia: cinque anni fa la fiducia era al 41%, oggi, prima dell’ultimo scontro con l’Eliseo, si attesta al 24%. Precipita di 20 punti percentuali, dal 58 al 38 per cento, anche la simpatia verso gli Stati Uniti di Trump. Cala, di poco, anche la fiducia verso la Cina e quella verso la Germania, che rimane però il Paese a cui gli italiani rimangono più affezionati. Cresce solo la stima per la Russia di Vladimir Putin: il 27% degli intervistati ha fiducia nel Cremlino mentre nel 2014 erano il 16%. Le percentuali variano a seconda dell’elettorato. I sostenitori di Lega e Movimento 5 stelle, in particolare, apprezzano gli Usa, la Russia e l’Ungheria di Orbán. A spingere verso le forze cosiddette “sovraniste” sono soprattutto gli elettori del Carroccio. I fedeli al Partito democratico, invece, restano legati ai tradizionali “amici” dell’Italia: Francia e Germania.

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