Infrastrutture, autostrade, sanità, trivelle, identità regionale e la Tav. Non quella della Val di Susa, ma la linea ferroviaria tra Roma e Pescara. Sono i temi su cui si gioca, in Abruzzo, il primo dei numerosi test elettorali che metteranno alla prova soprattutto i partiti della maggioranza. Per le Regionali abruzzesi si vota domenica 10 febbraio, dalle 7 alle 23 (con spoglio subito dopo la chiusura dei seggi, che ilfatto.it seguirà in diretta). Per la presidenza è sfida a quattro. Il centrodestra si presenta in coalizione a sostegno di Marco Marsilio, senatore di Fratelli d’Italia (partito che esprime anche il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi). Per il centrosinistra candidato governatore è l’ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini. Il Movimento 5 Stelle corre come sempre da solo con la candidata Sara Marcozzi, consigliera regionale uscente; CasaPound si presenta con Stefano Flajani. Le elezioni anticipano la scadenza naturale dopo le dimissioni ad agosto scorso dell’ex governatore del Pd, Luciano D’Alfonso, eletto senatore alle Politiche del 4 marzo. Saranno chiamati alle urne 1.211.204 elettori, distribuiti sulle 1.633 sezioni istituite nei 305 comuni dell’Abruzzo. Voteranno per la prima volta circa 11.730 elettori.

L’Abruzzo, come accade sempre con questi test locali (l’ultimo in Molise), è diventato in queste settimane il centro della politica nazionale e è diventato il palcoscenico nazionale in particolare per i favoriti della coalizione del centrodestra, Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, ma anche dei Cinquestelle che a quasi 10 anni devono ancora conquistare una vittoria alle Regionali: qui sono passati più volte sia Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. E poi si sono visti spesso i ministri del governo Conte.

Quasi come se fosse un antipasto delle Europee, la campagna elettorale ha avvelenato il clima nel governo nazionale. L’esito incerto ha agitato il M5s, convinto del fatto che, su alcuni dossier chiave, non sia il momento di cedere alla Lega. In consiglio dei ministri, due notti fa, i Cinquestelle si sono messi di traverso alla conferma Luigi Federico Signorini come vicedirettore generale a Bankitalia, ma poi c’è l’offensiva anti-Macron di Di Maio (con Salvini poliziotto buono). E ancora il Tav (quello torinese), con le posizioni sempre più divaricate. Con la Lega pronta alla sua “opa” sul centrodestra anche sotto il Gran Sasso e il M5s che, sfruttando il ritorno dell’alleato in coalizione, si pone come “unica alternativa” calcando la mano “sull’imbarazzo” di Salvini a stare con Silvio Berlusconi al suo fianco. Ma, al di là dei proclami, a segnare la chiusura della campagna del M5s è un timore: arrivare terzi dopo il centrodestra e Giovanni Legnini. “Sarebbe un incubo”, ammette un esponente del Movimento parlando con l’Ansa.

Poi, dopo, ci sono i temi locali. La questione della concessione e lo stato di salute delle autostrade abruzzesi, A24 e A25, hanno tenuto banco soprattutto sul fronte pentastellato. Critico il candidato di centrodestra Marsilio per il quale il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli “soffre di amnesia” in merito ai fondi previsti per la messa in sicurezza. Di nazionalizzazione delle due arterie ha parlato il candidato di CasaPound che, dal canto suo, come slogan rivendica la paternità della frase “prima gli italiani” “nato con noi a Milano nel 2014, a una manifestazione”.

Poi le infrastrutture. In primo piano l’Alta Velocità tra Roma e Pescara. “Ci vogliono più di quattro ore”, dicono i 5Stelle che lanciano la priorità sulla tratta. Bene, dice il candidato di centrodestra Marsilio, ma dov’è il documento che la certifica? Marsilio punta poi sulla ricostruzione per gli eventi 2016-2017, la prima cosa di cui si occuperà in caso di elezione: “Nel Teramano solo 30 istruttorie mentre le famiglie stanno ancora fuori dalle loro case”.

Altro tema clou il lavoro. Il candidato di centrosinistra, l’ex sottosegretario Giovanni Legnini, ha presentato un “Pacchetto” prevedendo interventi da 110 milioni di euro perché “l’Abruzzo torni a essere una Regione “dei giovani e per i giovani”. La candidata 5 Stelle Sara Marcozzi ha messo a punto un “piano Marshall” del lavoro per “rimettere in moto i Fondi europei e creare sviluppo”, insieme a un “piano del turismo”. Crescita, lavoro e sicurezza gli obiettivi programmatici nel piano del candidato del centrodestra Marco Marsilio insieme a valorizzazione del made in Abruzzo e difesa del territorio.

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