“Anche io sono stata una richiedente asilo clandestina e so cosa si trova ad esser straniera nella terra di nessuno, ma come faccio a gridarlo a chi vuole i muri?”. Liliana Segre, senatrice a vita e sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, ricorda la sua vita agli studenti milanesi dal palco del Teatro alla Scala. Tanta la commozione tra i presenti, anche da parte di Enrico Mentana, moderatore dell’evento, che si è mostrato particolarmente sensibile, con la voce rotta dall’emozione per il fatto di trovarsi “nella sua Milano”, città che ha definito come “capitale della libertà”, dal 25 aprile 1945.

Tanti i ricordi ripercorsi da Liliana Segre, che ha vissuto nuovamente l’odissea della sua famiglia. Partendo da quando a otto anni le fu impedito di entrare a scuola, passando per la deportazione nei campi di sterminio tedeschi e terminando con la fine della seconda guerra mondiale, con la liberazione dal totalitarismo nazifascista: “Mai credere ai totalitarismi, bisogna fare una scelta, sempre”, ha ripetuto più volte ai ragazzi presenti in sala, studenti che hanno ceduto alle lacrime per il racconto che hanno sentito.

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